Smart Working: ecco le regole in vigore dal 2023

La manovra approvata dal Parlamento prevede anche la proroga dello smart working per i lavoratori fragili. Per tutte le altre categorie, dal primo gennaio torneranno in vigore le regole pre-pandemia. Ma attenzione: perché un’eventuale diffusione invernale del contagio Covid potrebbe sparigliare le carte in tavola

Smart Working, nuove regole dal 2023

Anno nuovo, smart working ti saluto. Almeno per quanto riguarda una sostanziosa percentuale di lavoratori. La proroga dello smart working prevista dalla manovra di bilancio approvata dal Parlamento si limita, infatti, ai soggetti fragili. Per tutti gli altri, compresi i genitori di figli under 14, dal primo gennaio si torna alle regole pre-pandemia. Il lavoro da casa o da remoto sarà possibile solo attraverso la stipula di un accordo individuale tra datore di lavoro e dipendente. Secondo i dati dell’Osservatorio sullo Smart Working del Politecnico di Milano, in Italia il lavoro agile e da remoto interessa quasi 3,6 milioni di lavoratori. Essendo radicato in ormai il 91 percento delle aziende italiane con un aumento del 10 percento rispetto al 2021. Nella Pa, invece, la tendenza è molto più contenuta: 57 percento degli enti coinvolti, con un 8 percento di decremento rispetto al 2021.

Genitori under 14 – Per coloro che hanno figli fino a 14 anni di età non è più previsto lavoro da remoto a partire dal primo gennaio 2023. Per ottenere una qualunque forma di smart working, il lavoratore dovrà raggiungere un accordo con l’azienda, anche tramite una rappresentanza sindacale.

Dipendenti pubblici – Per i lavoratori del settore pubblico, lo smart working è disciplinato dagli accordi individuali e dal Piao (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) delle amministrazioni pubbliche. Il ministro della PA, Paolo Zangrillo, in un’intervista al Corriere della Sera ha detto: “Dobbiamo lavorare sulla valorizzazione del capitale umano, facendo ricorso ad ogni strumento utile disponibile. Il lavoro agile offre delle oggettive opportunità. Deve essere adottato però con determinati presupposti. Bisognare avere obiettivi quantificabili, misurare la produttività del personale senza far scendere le performance verso il cliente finale, che è il cittadino. Ho avviato un gruppo di lavoro al ministero per raccogliere le migliore idee che abbiamo.”

Settore privato – A partire dal primo gennaio 2023, per i lavoratori del settore privato, tornano in vigore le regole pre-covid. Termina definitivamente la norma emergenziale dello smart working semplificato, fatta sempre eccezione per i soggetti fragili. L’intesa tra dipendente e azienda per il lavoro agile potrà essere firmata anche da un sindacato che rappresenti gli interessi della forza lavoro dell’azienda. E dovrà contenere durata, alternanza ai periodi di presenza in sede e quali luoghi sono esclusi dalla prestazione professionale.

Cosa succede in caso di incremento dei contagi? – Ma attenzione: nel caso di un nuovo aumento di contagi Covid collegato alla situazione epidemiologica in Cina, la situazione potrebbe cambiare. Una circolare emanata venerdì 30 dicembre dal ministero della Salute, con il supporto dell’Iss, contiene alcune indicazioni da applicare in caso di diffusione del contagio in Italia. Nello specifico: ritorno delle mascherine al chiuso; riduzione degli assembramenti; incremento della campagna vaccinale; adesione allo smart working nel momento in cui esso può “garantire la limitazione delle dimensioni degli eventi che prevedono assembramenti.”