Contratti di lavoro a tempo determinato, più facile assumere: via i vincoli fino a due anni

Il governo vuole rendere più snelle le procedure per l’assunzione di nuova forza lavoro da parte delle aziende. Fino a un massimo di due anni, i contratti a termine potranno essere stipulati tra azienda e dipendente senza la necessità di una causale.

Contratti di lavoro a tempo determinato, procedure più snelle

Procedure più snelle per l’assunzione di nuovi lavoratori a tempo determinato. Il governo Meloni vuole rendere più semplici le procedure per i lavoratori con contratto a tempo determinato fino a due anni. Il Ministero del Lavoro sta definendo i termini del decreto legge da discutere in consiglio dei ministri entro la fine di gennaio. L’obiettivo è superare le norme stabilite dal cosiddetto “decreto dignità” approvato durante il primo governo Conte, come ad esempio l’obbligo di causale alla sottoscrizione del primo contratto se ha una durata che supera l’anno.

Fino a un massimo di due anni, i contratti a termine potranno essere stipulati tra azienda e dipendente senza l’obbligo della causale. Probabilmente verrà introdotta un’estensione di 12 mesi che tenga sempre in considerazione la contrattazione collettiva nazionale, territoriale e aziendale. In base ad essa sarà decisa la causale di un’eventuale proroga di contratto a tempo determinato. Secondo quanto riportato da Messaggero e Corriere della Sera, il provvedimento potrebbe definire una causale anche prima dei 24 mesi in situazioni particolari. Andrà però specificato perché la regola generale sarà l’assenza di vincoli per le assunzioni fino a due anni.

Contratti di lavoro: l’obiettivo è superare il decreto trasparenza

Altri temi su cui sta lavorando il governo sono connessi all’allentamento dei vincoli informativi introdotti dal decreto trasparenza. Con il provvedimento introdotto dal governo Draghi, e firmato dal ministro Andrea Orlando, si recepiva una direttiva europea sull’equilibrio tra attività professionale e vita familiare. Con tale provvedimento si forniva anche una serie di informazioni utili ai lavoratori su diritti e doveri che conseguono alla stipula del contratto. Come: congedi retribuiti, importo iniziale, durata delle ferie, programmazione dell’orario di lavoro. La comunicazione deve essere fornita al dipendente in forma scritta, altrimenti l’azienda rischia una sanzione di 5 mila euro. Le associazioni di categoria da tempo lamentano il sovraccarico burocratico, considerando ulteriori obblighi introdotti dal provvedimento senza che fossero necessari dalla direttiva Ue. Il governo Meloni, su iniziativa della Lega, vorrebbe ora alleggerire tale sistema.