Non solo il Superbonus: quali sono tutti i bonus casa del 2023

Anche il Bonus barriere architettoniche è riconfermato fino al 2025, ma non è l'unico: tutte le novità.

Operaio al lavoro - Foto di Pexels.com
Operaio al lavoro – Foto di Pexels.com

Agevolazioni sulla casa 2023: il Superbonus è la modifica più importante, contenuta nella legge di Bilancio anche se ha subito alcune modifiche. Quelle più importanti riguardano l’importo e le date.

Il Superbonus energetico

Restano uguali i requisiti dei lavori. Per quanto riguarda il Superbonus energetico bisogna effettuare l’isolamento termico dell’edificio e/o cambiare la centrale termica con una più efficiente che riscaldi la casa e produca acqua calda e/o la affreschi.

Uno o tutti e due questi interventi possono essere associati da altri lavori di efficientamento energetico a loro volta agevolati, come l’Ecobonus, pannelli fotovoltaici, colonnine elettriche. I lavori devono comportare il miglioramento di almeno due classi energetiche da certificare.

Il Sismabonus

Per quanto riguarda invece il Superbonus per il consolidamento statico degli edifici, cioè il Sismabonus, e può essere chiesto da chi ha casa nelle zone a rischio sismico 1,2 o 3.

Superbonus: come cambiano le regole per i condomini

Per quanto riguarda i condomini, le novità riguardano la proroga della presentazione della Cilas, ovvero la comunicazione di inizio lavori. Il termine ultimo è stato spostato dal 25 novembre al 31 dicembre, a patto che ci sia una delibera assembleare entro il 18 novembre.

In caso di attestazioni false si rischiano fino a due anni di carcere. I condomini che non rientrano in questa condizione potranno usufruire del Superbonus al 90% invece che del 110%.

Superbonus: le villette

Nel caso delle abitazioni unifamiliari, chi entro il 30 settembre aveva presentato la Cilas e ha effettuato almeno il 30% dei lavori del Superbonus, può continuare ad usufruirne al 110% per le spese effettuate entro il 31 marzo 2023.

Per tutte le spese successive ci saranno solo i rimborsi dell’Ecobonus standard dal 50 al 65% a seconda delle opere. I proprietari di abitazioni familiari potranno ottenere il Superbonus al 90% se si tratta della prima casa e se hanno un reddito familiare  non superiore a 15mila euro.

Superbonus: gli edifici plurifamiliari

Gli edifici plurifamiliari con un numero di appartamenti da 2 a 4 ma con proprietà unica, nel caso del Superbonus sono assimilati ai condomini, quindi valgono le stesse regole. Chi demolisce per ricostruire e vuole ottenere l’agevolazione al 11% ha tempo fino al 31 dicembre 2022 per la richiesta del titolo abilitativo. In questo caso non è sufficiente presentare la Cilas.

Superbonus: la cessione dei crediti

La cessione dei crediti è la questione più spinosa dei Bonus casa. Ci sono due provvedimenti approvati in sede di conversione del decreto Aiuti 4. Ci sarà la possibilità di effettuare un passaggio in più per i crediti: dopo la prima cessione (anche come sconto in fattura) resta l’obbligo di fare ulteriori passaggi solo verso soggetti finanziari vigilati (banche, finanziarie, assicurazioni). Quando il quarto passaggio avviene a favore di una banca, essa può cedere i crediti a sua volta ai clienti professionali e alle partite Iva. Lo scopo è alleggerire i cassetti fiscali delle banche in modo che possano avvenire altre cessioni.

Per le imprese che hanno lo sconto in fattura per il Superbonus e non riescono a cedere i crediti, è prevista una garanzia della Sace.

Addio al Bonus facciate

Ma il Superbonus non è l’unico possibile. Si conferma la fine al 31 dicembre 2022, del Bonus facciate.

Ecobonus, Sismabonus, ristrutturazioni, Bonus verde e Bonus mobili

Mentre sono stati confermati con regole e aliquote attuali fino a tutto il 2024 l’Ecobonus e il Sismabonus standard, il Bonus ristrutturazione e il Bonus verde. Il Bonus mobili scende da 10mila a 8mila euro.

Bonus barriere architettoniche

Anche il Bonus barriere architettoniche è riconfermato fino al 2025. Prevede una copertura del 75% in cinque anni su una spesa al massimo di 96mila euro per casa. Per i lavoro in condominio è prevista che la delibera abbia le stesse regole del Supebonus, quindi la maggioranza dei partecipanti all’assemblea e che rappresenti un terzo del valore millesimale dell’edificio.