Denise Pipitone, condannata a 1 anno: “Faceva la star in tv”

Denise Pipitone, condannata a 1 anno: “Faceva la star in tv”. L’ultima sentenza non restituisce però giustizia alla famiglia

Un altro Natale e un altro Capodanno senza Denise Pipitone, è così da 18 anni per i suoi genitori e il fratello. Da allora nessuna notizia e nessuna pista utile, anche se adesso è arrivata una sentenza importante.

Denise Pipitone
Denise Pipitone, condannata a 1 anno (Inews24.it)

L’ex pm Maria Angioni, che per un certo periodo nel 2005 aveva seguito l’inchiesta per la Procura di Marsala, è stata condannata ad un anno di carcere (con pena sospesa) per false informazioni al pubblico ministero.

Una sentenza che accoglie in parte la tesi della stessa Procura di Marsala che contestava all’ex magistrato di aver costruito bugie ad arte sul rapimento della bambina. E allo stesso modo, per perseguire i suoi scopi aveva anche infangato il lavoro degli investigatori della polizia, accusati dall’imputata di depistaggio.

La requisitoria del pm Roberto Piscitello alla fimne del processo è stata durissima. Ha parlato di dolo e malafede, calunnie ad hoc contro il commissariato di Mazara del Vallo (paese nel quale viveva Denise con la famiglia) e di assoluto spregio della giustizia da parte della sua ex collega nei mesi scorsi.

La Angioni nel corso di diverse ospitate in tv e interviste aveva denunciato inquinamenti dell’inchiesta su Denise, manovre per lasciato impuniti i responsabili del suo rapimento. Secondo il pm erano soltanto invenzioni farneticanti. “La Angioni faceva la star in tv. Le sue affermazioni, spesso rafforzate dal sarcasmo di chi dice solo verità sono state pronunziate in maniera scientificamente calcolata e lucida. Solo con il preciso obiettivo di accreditare la sua visione volutamente denigratoria dell’organo di Polizia preso di mira”.

Denise Pipitone, condannata a 1 anno: “Faceva la star in tv”. I motivi della sentenza

Alla fine, dopo poche ore di camera di consiglio, è arrivata la condanna che di fatto chiude un altro capitolo della vicenda legata all’inchiesta sulla sparizione di Denise Pipitone. Nessuna traccia anche della pista tunisina, ipotizzata dall’ex pm Angioni nei mesi scorsi per andare alla ricerca del Paese in cui vivrebbe la bambina oggi diventata donna.

In particolare sono tre le sue dichiarazioni giudicate false. La prima è relativa alla disattivazione di una telecamera che a suo dire avrebbe potuto portare elementi utili alle indagini sulla scomparsa della bambina. Gli inquirenti hanno scoperto che in effetti la telecamera era stata attivata, per la prima volta, su espressa richiesta della polizia e che sarebbe stata disattivata su decisione della Procura, proprio l’ufficio dell’Angioni.

Poi l’accusa della fughe di notizie:l’ex pm che ha raccontato di aver deciso di sottrarre l’ascolto delle intercettazioni agli agenti del commissariato di Mazara perché non si fidava di loro. Secondo lei alcuni indagati infatti erano informati degli sviluppi dell’inchiesta. Invece fu proprio la Angioni a restituire alla polizia l’incarico di ascoltare le intercettazioni.

L'ex pm Maria Angioni
L’ex pm Maria Angioni (Screenshot RaiPlay)

In ultimo, le dichiarazioni sull’ex dirigente del commissariato di Marsala Antonio Sfameni che secondo l’imputata sarebbe stato indagato per “anomalie” nell’inchiesta su Denise, Un’altra circostanza smentita durante il processo.