Flat tax al 15%: fino a 6.500 euro di risparmi in un anno per le partite Iva

La Flat tax, impostata in questo modo, potrebbe accentuare il divario tra le partite Iva e i lavoratori dipendenti: in che modo

Lavoro autonomo (generica) - Foto di Pexels.com
Lavoro autonomo (generica) – Foto di Pexels.com

Con la manovra di Bilancio che verrà approvata nei prossimi quattro giorni, una delle grandi novità riguarda le partite Iva. La soglia dei redditi che possono beneficiare della Flat tax al 15% aumenta da 65mila a 85mila euro. La norma riguarda tutti i lavoratori autonomi e prevede una riduzione della progressività del tributo su gran parte dei loro redditi.

Secondo un’analisi dell’Osservatorio sui Conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano, “una quota sempre più ampia di redditi è stata assoggettata ad una tassazione cedolare più vantaggiosa dell’imposta progressiva”, secondo una tendenza costante che negli ultimi decenni ha prodotto uno svuotamento progressivo dell’Irpef, “ridotta a un’imposta progressiva sui soli redditi da lavoro, in particolare redditi da lavoro dipendente e assimiliati”. 

Secondo l’ultimo rapporto di Itinerati Previdenziali, una società indipendente che si occupa di studi e ricerche, la Flat Tax impostata in questo modo potrebbe accentuare il divario tra lavoratori autonomi e dipendenti. “I titolari di redditi lordi da 55mila a 100mila euro sono 1.385.974 e pagano il 18,14% dell’Irpef e includendo anche i redditi dai 35mila ai 55mila euro lordi, risulta che il 12,99% dei contribuenti paga il 59,95% di tutta l’Irpef”. In poche parole, i lavoratori dipendenti che guadagnano oltre 35mila euro lordi, finanziano buona parte della spesa sociale.

Flat tax: la differenza tra i redditi delle partite Iva e dei lavoratori dipendenti

Secondo il Corriere della Sera, stando alle proiezioni dell’Osservatorio, “un elettricista forfettario pagherebbe oltre 6.500 euro di imposte in meno rispetto a un elettricista identico assunto da un’impresa, con reddito al netto di tutte le imposte e i contributi, maggiore di quasi 10mila euro per l’elettricista forfettario” rispetto al dipendente. “Un consulente informatico forfettario risparmierebbe oltre 3.600 euro di imposte rispetto al suo clone assunto nell’impresa, conseguendo un reddito al netto di tutte le imposta e contributi di circa 5.500 euro maggiore”.