Dalle sigarette al reddito di cittadinanza: come cambia la Manovra dopo gli emendamenti

Il governo ha presentato in Commissione Bilancio alla Camera gli emendamenti alla Legge di Bilancio. Dopo l’ok, il testo passerà al Senato. Molte conferme ma anche parecchie novità. Vediamo quali.

Manovra, come cambia dopo emendamenti

La Legge di Bilancio dovrà essere approvata entro il 31 dicembre. Il governo ha quindi presentato i propri emendamenti alla Manovra in commissione Bilancio della Camera per ricevere l’ok. Dopodiché il testo passerà al Senato per il medesimo procedimento. Molte le conferme nel testo approvato ma anche parecchie novità.

Tregua fiscale: con gli emendamenti alla Manovra, il governo conferma lo stralcio delle cartelle esattoriali fino al 1000 Euro emesse tra il 2000 e il 2015. Per i debiti con l’agenzia delle entrate contratti negli anni 2019, 2020 e 2021 sono previste agevolazioni con sconti delle sanzioni al 3 percento.

Flat Tax: confermato il regime forfettario per professionisti ma viene innalzata da 65mila a 85mila Euro la soglia di reddito per accedere all’agevolazione fiscale del 15 percento. Fino a 100 mila euro verrà applicata (sempre solo per Partite Iva e autonomi) la flat tax incrementale del 15% sulla differenza tra l’incremento e il reddito più alto dell’ultimo triennio.

Pagamenti digitali e Pos: il punto su cui c’è stato forse il maggior dietrofront da parte dell’Esecutivo. Di fatto non cambia nulla rispetto alle regole che erano in vigore fino ad ora. Stralciata la norma che fissava a 60 Euro la soglia fino alla quale l’esercente poteva rifiutare il pagamento con Pos. I pagamenti digitali continueranno a essere accettati senza limiti al ribasso (anche per un caffè o un cappuccino). Mantenute anche le sanzioni di 30 Euro più il 4 percento del valore della transazione a carico dell’esercente che rifiuta il pagamento digitale.

Pensioni: Riviste le aliquote di rivalutazione delle pensioni per il recupero dell’inflazione. L’aumento resta del 7,3 percento per le prensioni fino a 4 volte il minimo. Cala per le prensioni oltre questa soglia: 6,2 percento per gli assegni fino a 5 volte il minimo (pari a circa 1.600 Euro netti), 3,8 percento tra 5 e 6 volte il minimo. L’assegno minimo, invece, passa da 500 a 600 Euro per i pensionati col oltre 75 anni. Per tutti gli altri, le pensioni minime salgono a 571,6 Euro. Si tratta di una norma transitoria che resterà in vigore per due anni.

Opzione Donna: La Manovra conferma, per le lavoratrici dipendenti, la possibilità di accedere anticipatamente alla pensione “opzione donna”. Il governo prevederà, però, una doppia stretta: si introducono requisiti per richiederlo e cambiano le soglie anagrafiche. Le lavoratrici che vorranno accedere al beneficio dovranno rientrare in almeno una di queste categorie: invalidità almeno al 74 percento; caregiver di genitore non autosufficiente; licenziate o dipendenti di aziende in crisi. Si potrà richiedere il beneficio a 60 anni e non più a 58. L’assegno pensionistico si decurta fino al 30 percento.

Reddito di cittadinanza: Uno dei punti più discussi della Manovra di Bilancio. A chi è in condizione di lavorare, il reddito di cittadinanza è stato prorogato per massimo 7 mesi e non più 8 come era previsto inizialmente. Innalzata la soglia di decontribuzione da 6mila a 8mila Euro per i datori di lavoro che assumono beneficiari del RdC. Ma solo con contratti a tempo indeterminato.

Tabacco e sigarette: ulteriore giro di vite, con relativo aumento dei prezzi, per tabacco e sigarette. Un pacchetto di sigarette costerà 10-12 centesimi in più. Il tabacco trinciato arriverà a costare fino a 40 centesimi in più.

Superbonus 110%: Il termine ultimo per la presentazione della Cila (la dichiarazione di avvio lavori) viene spostato dal 25 novembre al 31 dicembre 2022: fino ad allora si potrà ancora usufruire dell’agevolazione edilizia al 110%, che invece scenderà al 90% dal primo gennaio 2023. La proroga vale per i condomini ma le delibere assembleari devono essere adottate tra il 19 e il 24 novembre 2022, e per gli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici. Per tutti gli altri interventi non effettuati dai condomini resta la data del 25 novembre 2022, non c’è quindi proroga.