Morto Mario Sconcerti, il doloroso racconto della moglie

Morto Mario Sconcerti, il doloroso racconto della moglie. Dopo Sinisa Mihajlovic il mondo del calcio piange un altro protagonista

Un lutto dietro l’altro e il calcio italiano scopre di essere più povero. Dopo Sinisa Mihajlovic, che sarà salutato per l’ultima volta lunedì prossimo a Roma, oggi è scomparso improvvisamente anche Mario Sconcerti.

Morto Mario Sconcerti
Morto Mario Sconcerti (ANSA)

Il giornalista e opininionista che tutti gli appassionati di calcio (ma non solo) conoscevano bene era ricoverato in ospedale da alcuni giorni per accertamenti. Ma doveva fare rientro a casa prima di Natale e nulla faceva presagire una tragedia simile.

Invece, come ha raccontato il sito del Corriere della Sera, “la moglie ha raccontato che un malore lo ha colto in maniera improvvisa . A nulla sono serviti i tentativi dei medici per rianimarlo. Ha commentato i Mondiali, fino al ricovero, una decina di giorni fa”. Era il secondo matrimonio, stavano insieme da 43 anni, il vuoto che lascia è enorme nella sua famiglia e in quella più allargata dello sport.

Lo dimostrano i primi messaggi di cordoglio, come quello del presidente Figc, Gabriele Gravina: “La scomparsa di Mario Sconcerti lascia un vuoto enorme nel mondo del giornalismo e in quello dello sport. È stato un professionista serio e autorevole. In tanti anni di carriera appassionata e trasversale, Sconcerti si è guadagnato la stima di tutti grazie a rare qualità intellettuali. Personalmente ho sempre apprezzato la sua capacità di offrire punti vista e spunti di riflessione mai banali”.

Morto Mario Sconcerti, una carriera nel mondo del gironalismo ma non solo

Fiorentino di nascita, Mario Sconcerti ha respirato sport fin da piccolo perché il padre Adriano è stato un noto procuratore nel mondo del pugilato. Lui invece cominciò la carriera nella redazione fiorentina del Corriere dello Sport.

Nel 1972 passò alla redazione di Milano e quindi il trasferimento a Roma alla sede centrale del Corriere dello Sport alla fine del 1974. Per 5 anni seguì da vicino il ciclismo, sempre al Giro d’Italia e per tre volte Tour de France. Poi nel 1979 passò a La Repubblica creando la redazione sportiva dove lavoravano Gianni Brera, Gianni Mura, Mario Fossati, Emanuela Audisio.

In seguito è stato responsabile delle sedi di Milano, Bologna e Firenze sempre di Repubblica. Dopo una parentesi alla Gazzetta dello Sport, come vice direttore, tornò a Repubblica fondando le pagine fiorentine nel 1988.

Nel 1990 passò a Milano e due anni dopo fu direttore del Secolo XIX di Genova. Tornò a Roma per dirigere dal 1995 al 2000, il Corriere dello Sport. Nel 2000 infine Vittorio Cecchi Gori lo chiamò come direttore generale della Fiorentina, la squadra del suo cuore. E diventò celebre una sua litigata con Giancarlo Antognoni, che si dimise.

Mario Sconcerti Fiorentina
Mario Sconcerti ai tempi della Fiorentina (LaPresse)

Ma parallela a questo è stata la sua carriera televisiva. Nel 2003 è arrivato a Sky Sport rimanendo lì per 13 anni prima di approdare alla Rai. Ma dal 2006 era anche prima firma sportiva del Corriere della Sera. L’ultimo articolo sul Corriere, prima di Francia-Inghilterra, quarti di finale del Mondiale in Qatar.