Anche il Liceo Classico e Scientifico Statale Socrate di Roma è stato occupato dalle studentesse e dagli studenti. Una vera e propria ondata sta colpendo la Capitale, con ben 19 istituti scolastici protagonisti di queste azioni, con giovani e giovanissimi che imbracciano rivendicazioni e motivazioni su temi come la politica, la sicurezza nella scuola e le politiche sociali.

Perché gli studenti hanno occupato il liceo Socrate?

La protesta delle studentesse e degli studenti romani è iniziata ancor prima della formazione del Governo Meloni. Alla nutrita lista si è aggiunta anche la sede centrale dell’istituto Classico e Scientifico Socrate, che dal 13 dicembre 2022 è stato occupato fino a data da destinarsi.

“Ci siamo resi conto che il futuro sarà solo peggiore“, è quanto afferma Eva, una delle rappresentanti degli studenti intervenute ai microfoni di iNews24. Le motivazioni spaziano da una dimensione interna alla scuola a una più esterna, che abbraccia tutta la comunità.

In primis, i motivi interni riguardano i disagi dati dalla struttura scolastica. “Abbiamo vissuto dei grandi problemi strutturali causati dalle forti piogge – racconta sempre Eva -, alcune classi hanno subìto una sorta di allagamento, proprio 10 centimetri di acqua in una classe”.

Sul piano invece politico-sociale, la rappresentante ci sottolinea che “il Governo in cui viviamo oggigiorno è fortemente restrittivo“. I rimandi principali vanno verso l’abolizione del Bonus Cultura (“Da studentessa del 5° liceo l’anno prossimo avrei comprato dei libri universitari”) e alla 434bis (“un decreto contro le mobilitazioni studentesche”). Un’occupazione che premia anche la volontà di autogestirsi, tra corsi dedicati alla psicologia, all’arte, alla difesa personale e all’incontro con altre realtà.

I rappresentanti ci tengono comunque a precisare che tale azione non va contro la presidenza, la vicepresidenza o il personale scolastico. Dal canto suo, il dirigente scolastico Carlo Firmani ha pubblicato una nota nella quale specifica che “al Socrate abbiamo tutti, compreso lo scrivente, molto a cuore libertà di espressione e salute di tutti e ogni scelta è stata e sarà dettata innanzi tutto dal garantire queste esigenze. […] Il ripetersi rituale delle occupazioni, che si succedono ormai da oltre mezzo secolo, sembra più forte dell’evidenza della loro inefficacia a risolvere problemi, così come dell’interesse per i danni, morali e materiali, che inesorabilmente procurano.”.

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