Manovra: a rischio 18App, il Bonus cultura per i neomaggiorenni

Il Bonus consisteva in 500 euro ai giovani appena diventati maggiorenni senza distinzione di reddito, da poter spendere in prodotti culturali, da libri, biglietti per concerti, ingressi al cinema, teatri, musei, corsi e abbonamenti a giornali e riviste. 

Scavi di Pompei - Foto di Ansa Foto
Scavi di Pompei – Foto di Ansa Foto

Addio al Bonus cultura per i neodiciottenni. Un emendamento alla manovra, presentato dai partiti di maggioranza, mira a eliminare 18App, una misura approvata dal governo Renzi nel 2016, poi prorogata di anno in anno fino a diventare strutturale durante l’esecutivo Draghi.

Cos’è 18App

Il Bonus consisteva in 500 euro ai giovani appena diventati maggiorenni senza distinzione di reddito, da poter spendere in prodotti culturali, da libri, biglietti per concerti, ingressi al cinema, teatri, musei, corsi e abbonamenti a giornali e riviste.

Franceschini: “Il governo faccia marcia indietro”


Con l’emendamento presentato da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, App18 rischia di essere cancellato. Per questa ragione si è scatenata una polemica tra le opposizioni, con l’ex ministro alla Cultura Dario Franceschini in testa: “Un emendamento della maggioranza azzera la App18. Una cosa assurda dopo che Francia, Spagna e Germania hanno introdotto un Bonus cultura esplicitamente ispirato al nostro. Il governo faccia marcia indietro e non tagli alla cultura”, ha twittato.

Renzi: “Firmate la petizione”

Anche Matteo Renzi non è d’accordo con l’emendamento e ha invitato i cittadini italiani a firmare una petizione per fermare il governo: “Un emendamento di Fratelli d’Italia, il partito di Meloni, vuole cancellare App18, il bonus cultura per i giovani. Per me è un errore gravissimo. Chi crede che tagliare sulla cultura sia un errore, firmi e faccia girare questa petizione. Grazie”. 

M5S: “Sarebbe un danno enorme cancellare 18App”

Alla destra evidentemente non bastava non aver previsto alcuna risorsa per la cultura nella manovra presentata al Parlamento. Adesso con un emendamento alla legge di bilancio vogliono abrogare il Bonus cultura, conosciuto come 18App. Il danno sarebbe enorme, perché le risorse a copertura di questo strumento sono state rese stabili nella scorsa legge di bilancio e gli operatori del settore contano su quegli introiti. Dopo la pandemia il settore culturale va sostenuto con misure che di dispiegano nel tempo, soprattutto in questa fase di crisi energetica e di calo generalizzato dei consumi. In campagna elettorale Giorgia Meloni disse testualmente “ai giovani è stato tolto tutto, il diritto all’educazione, alla socialità, allo sport. È nostra responsabilità restituire ai ragazzi quello che gli è stato tolto. E invece è proprio lei a togliere risorse per i giovani”. Così il Movimento 5 Stelle.