Opzione donna, arrivano altre modifiche: a rischio il requisito dei figli

La soglia dell'età potrebbe essere fissata a 60 anni con 35 di contributi, o una proroga fino all'estate della norma attuale. 

Opzione donna (generica) - Foto di Pexels.com
Opzione donna (generica) – Foto di Pexels.com

L’impianto di Opzione donna potrebbe subire delle modifiche conseguenti agli emendamenti che sono stati presentati ieri dal Parlamento alla legge di Bilancio.

Al momento prevede l’accesso a questa forma di prepensionamento riservata alle donne, a sole tre categorie di lavoratrici, innalzando l’età e legandola al numero dei figli. L’idea è tornare al vecchio sistema, cioè pensione a 58 anni e 35 di contributi senza vincolo di figli.

La misura è diretta a una platea potenziale di 17mila donne e nel 2022 è costata allo Stato 111 milioni di euro. Nel nuovo disegno di legge, la norma stringe i requisiti e individuando, come detto, tre categorie di donne.

Opzione donna: le caregiver

Possono accedere a Opzione donna le lavoratrici che assistono da almeno sei mesi dalla richiesta, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap o un parente o affine di secondo grado convivente, se i genitori o il coniuge abbiano compiuto i 70 anni o abbiano patologie invalidanti, siano morti o mancanti.

Invalidità civile

Possono accedere a Opzione donna le lavoratrici con una ridotta capacità lavorativa accertata dalle componenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%.

Lavoratrici licenziate

Anche le lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese con le quali sia in corso un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale.

Alzando la soglia di uscita dal lavoro a 60 anni era stato introdotto un meccanismo di riduzione di un anno per ogni figlio, fino al massimo di due. Quindi si andava in pensione a 58 anni se madre di due o più figli, a 59 anni se madre di un solo figlio. Nel caso delle lavoratrici licenziate o dipendenti da aziende in crisi, la riduzione è a prescindere dai figli.

Opzione donna: cosa potrebbe cambiare

Dopo un tavolo con i sindacati avuto nelle ultime ore, la premier Giorgia Meloni ha aperto alla possibilità di rivedere il meccanismo di Opzione donna. L’architettura della norma dovrebbe restare limitata alle tre categorie, ma potrebbe cambiare il criterio anagrafico.

La soglia dell’età potrebbe essere fissata a 60 anni con 35 di contributi, o una proroga fino all’estate della norma attuale.