Pnrr, Scurria (FdI) a iNews24: “Data la guerra in Ucraina, poteva essere rivisto dal governo Draghi”

Marco Scurria - Foto di Twitter/Marco Scurria
Marco Scurria – Foto di Twitter/Marco Scurria

Ai microfoni di iNews24, il senatore di Fratelli d’Italia Marco Scurria, segretario della Commissione Politiche dell’Unione europea, sul Piano di ripresa e resilienza. 

Il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha dichiarato a La Stampa che a causa dell’inflazione, il Pnrr va rivisto perché i costi sono aumentati.
Il tema del Pnrr e dei relativi aumenti dei costi è derivato sì dall’inflazione, ma soprattutto dalla crisi energetica che si è aperta a causa della guerra in Ucraina e che ha causato l’aumento dei prezzi delle materie prime. Oggi i ritardi che ci sono anche sul Pnrr, sono dovuti al fatto che molte gare bandite vanno deserte perché i prezzi sono aumentati. Con lo stesso ammontare di cifra a fronte del rincaro, l’imprenditore che deve realizzare un servizio o un progetto non ci sta più dentro, quindi non partecipa alla gara. Sicuramente l’inflazione è uno dei motivi, ma le cause sono principalmente altre”;

Poteva essere previsto questo rischio dal governo Draghi in modo da prevenirlo?
Probabilmente sì. Non tanto sull’inflazione, ma in un momento di crisi così importante come la guerra in Ucraina, alcune cose andavano riviste”;

Cosa può essere modificato, ad oggi, del Pnrr?
Il Pnrr nasce per tentare di riprendere la vita normale dopo il Covid. Oggi quell’emergenza di fatto è limitata rispetto allo spettro della crisi energetica dovuta principalmente alla guerra in Ucraina. Se abbiamo avuto un Pnrr specifico post-Covid, dobbiamo rivederlo per una crisi che rischia di essere più importante e duratura. Occorre concentrare il Piano sulle esigenze di oggi di imprese e famiglie, altrimenti rischiamo che l’Italia e altri Paesi vadano incontro a un periodo di grossa difficoltà economica e crisi sociale. Non riesco a comprendere come Bruxelles possa non rendersi conto che noi e non solo noi abbiamo questa necessità”;

Sempre Pichetto Fratin ha dichiarato a La Stampa che servono 5 miliardi in più per far fronte all’aumento dei costi delle materie prime. Si può rinegoziare il Pnrr?
Sì, è previsto all’interno dello stesso Piano che possa essere rivisto e rimodulato, proprio perché è la prima volta che a Bruxelles si dà vita a un esperimento di questa entità. Penso che debba essere rivisto perché è cambiato il quadro all’interno del quale il Pnrr era stato inventato”;

Cosa va cambiato?
Da un punto di vista interno abbiamo la necessità di rivedere il codice degli appalti. Qui per fare una gara ci sono procedure infinite e molte volte non bastano. Il Pnrr può derogare al codice degli appalti ma non è sufficiente. Il governo sta lavorando su questo. In questi giorni, di fronte alla tragedia di Ischia, ci siamo accorti che i soldi c’erano ma nessuno li ha spesi perché è diventato impossibile fare le gare di appalto e tutte le procedure. Il primo tema quindi, è dentro casa nostra. Poi a Bruxelles devono essere modificati gli obiettivi e ciò che si può realizzare attraverso questi fondi. L’Italia non è l’unico Paese con questa necessità. Non è una richiesta solo italiana, ma anche di altri, di rimodulare le necessità e obiettivi. E noi, dal canto nostro, dobbiamo fare riforme su come gestire i fondi pubblici”;

Ci sono o no ritardi sull’attuazione del Pnrr?
I ritardi ci sono. C’era un’aspettativa di spesa entro l’anno di un certo tipo che poi è stata ribassata. È successo perché la macchina che era stata messa in moto in precedenza non ha funzionato. Non tutti i ministeri sono stati nelle condizioni di saper spendere questi soldi e la cabina di regia che era stata istituita a Palazzo Chigi non ha funzionato come avrebbe dovuto. Un altro punto, come detto, riguarda gli appalti. Un ultimo tema riguarda il fatto che il precedente governo abbia affidato molti dei centri di spesa ai Comuni, delocalizzando risorse e progetti, bypassando inspiegabilmente le Regioni”.