Ischia, sale a 11 il bilancio delle vittime: manca l’ultimo disperso

Le indagini della Procura per disastro colposo, frana colposa e omicidio colposo a carico di ignoti, continuano. Si indaga su eventuali allarmi inascoltati.

Ischia, trovati due corpi in due punti diversi - Foto di Ansa Foto
Ischia, trovati due corpi in due punti diversi – Foto di Ansa Foto

Ischia: si aggrava il bilancio delle vittime in seguito alla frana del 26 novembre. Sono undici, in totale, i corpi senza vita ritrovati dai vigili del fuoco e dai soccorritori che stanno lavorando senza sosta.

Questa mattina sono stati individuati altri due corpi, in una vera e propria corsa contro il tempo in vista del peggioramento delle condizioni climatiche previste nel weekend. Si tratta di Gianluca Monti, 37 anni, e di Salvatore Impagliazzo, che tra due giorni avrebbe compiuto 32 anni. Il terzo corpo per ora non è ancora stato individuato.

Resta ancora un disperso. All’appello mancano due donne, una delle quali potrebbe essere stata appena individuata: Mariateresa Arcamone e Valentina Castagna. Quest’ultima è la madre dei tre fratellini trovati morti nei giorni scorsi. I due uomini non sono ancora stati identificati ufficialmente.

Ischia: oggi la riunione del Centro Coordinamento Soccorsi

Intanto oggi, giovedì primo novembre, alle ore 16, è prevista una riunione del Centro Coordinamento Soccorsi per la frana. Parteciperanno in videoconferenza tutti i componenti del Coc di Casamicciola Terme e si terrà nella sala operativa della Prefettura di Napoli. Seguirà una conferenza stampa.

Le indagini

Le indagini della Procura per disastro colposo, frana colposa e omicidio colposo a carico di ignoti, continuano. Quando saranno terminati i soccorsi verrà nominato un pool per effettuare verifiche sui territori e sulle abitazioni. L’occhio della magistratura vorrà fare luce anche sulla manutenzione e sui permessi edili, oltre che su eventuali decreti di demolizione non eseguiti, che non riguardano solo le case colpite dalla frana.

Si indaga su eventuali allarmi inascoltati, anche perché l’ex sindaco Giuseppe Conte (omonimo dell’ex premier) ha dichiarato di aver inviato 4 giorni prima della frana molte pec alle autorità competenti per avvertire dei rischi che correvano i cittadini a causa delle precipitazioni previste.

Musumeci: “Approfondire con urgenza”

Quanto è drammaticamente accaduto ci obbliga moralmente e politicamente ad approfondire con urgenza non soltanto il tema delle cause che hanno prodotto questo ennesimo evento calamitoso, ma anche quello delle molteplici questioni connesse alle migliori individuazioni di un sistema normativo e amministrativo realmente integrato ed efficiente sul piano della prevenzione dei rischi“. Così il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci.

Piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico

Lo strumento di previsione che dice qual è il territorio più vulnerabile e quale tipo di rischio potrebbe determinarsi, si chiama Piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico. Il Piano e’ stato avviato nel 2016 presso il ministero dell’Ambiente, presentato informalmente nel 2018, ma da allora la Commissione per l’autorizzazione ambientale non ha dato il proprio parere definitivo. Il paradosso è che quando il piano sarà varato di fatto sarà già superato“.

Il ministro ha annunciato che verranno semplificate le procedure di intervento con una “proposta di riforma normativa per semplificare le disordinate e disarmanti procedure di intervento per la mitigazione del rischio non solo idrogeologico. È necessario, non possiamo tirarci indietro“.