Manovra, sale a 60 euro l’obbligo del Pos. Le novità sul fisco

In un'intervista al Messaggero, il viceministro dell'Economia Maurizio Leo ha spiegato che uno dei miglioramenti realizzati dovrà riguardare l'Irpef.

Maurizio Leo - Foto di Ansa Foto
Maurizio Leo – Foto di Ansa Foto

Oggi, lunedì 28 novembre, la manovra economica arriverà a Camera e Senato e si delineeranno importi, costi e coperture delle misure.

L’impianto della legge di Bilancio è più o meno definito, anche se molte cose potranno ancora cambiare o essere definite nel dettaglio. Il Ministero dell’Economia, sabato 26 novembre, in una nota ha confermato i contenuti approvati dal Cdm lunedì, rinviando “ogni valutazione al testo definitivo che sarà presentato entro lunedì in Parlamento”. 

Nella bozza del testo con confermata dal Mef si contavano 155 articoli. Alcuni capitoli sono stati aggiunti, altri scomparsi. Tra le novità è stato inserito il tetto fino a 40mila euro per l’incremento del 50% dell’assegno unico per le famiglie con tre o più figli.

Manovra, sale a 60 euro l’obbligo del Pos per i commercianti

Sale poi, da 30 a 60 euro il limite entro il quale i commercianti sono esentati dall’obbligo di consentire il pagamento con carte e bancomat. Confermato anche l’innalzamento della Flat tax al 15% per gli autonomi fino a un massimo di 85mila euro, e la cancellazione delle cartelle comprese tra il 2000 e il 2015 fino a 1000 euro.

Leo: “Verso un sistema a tre aliquote”

In un’intervista al Messaggero, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha spiegato che uno dei miglioramenti realizzati dovrà riguardare l’Irpef: “Bisognerà andare verso un sistema a tre aliquote. Nel corso della legislatura vorremmo addolcire le aliquote per poi ansare a un meccanismo Flat, che però rispetti la progressività con meccanismi di detrazioni e deduzioni, senza metterci in contrasto con la Carta Costituzionale”. 

Con la riforma fiscale, spiega Leo al Messaggero, “rivedremo l’Irpef e i sistemi sanzionatori ponendo le basi per una semplificazione nel rapporto fisco/contribuenti con questi ultimi costretti a fare i conti con 70 pagine di crediti di imposta da gestire. Se semplifichiamo e come cinghia di trasmissione mettiamo i commercialisti, otterremo un grande risultato”. 

Il quoziente familiare al posto dell’Isee

Un altro punto da migliorare, spiega Leo, è l’Isee che dovrebbe essere sostituito dal “quoziente familiare che tiene conto del reddito del nucleo come sommatoria di tutti i redditi, applicando poi al denominatore dei coefficienti in base alla numerosità della famiglia. È un tema sul quale si potrà lavorare nella delega”.