Superbonus: chi potrà continuare ad averlo al 110%

Resteranno al 110% i lavori per cui è stata presentata la Cilas entro il 25 novembre e quindi la norma non impatta i lavori già avviati. Tutte le novità.

Operai al lavoro (generica) - Foto di Ansa Foto
Operai al lavoro (generica) – Foto di Ansa Foto

Superbonus: nel decreto Aiuti Quater l’agevolazione viene ridotta dal 110% al 90%. Ma viene introdotto anche un doppio vincolo nella fase transitoria per imprese e proprietari di case che salvano il 110% per chi ha già elaborato l’intervento e presentato la Cilas entro il 25 novembre.

Nel 2023 l’incentivo cambierà non solo per la percentuale di rimborso ma anche per due nuovi vincoli. Il primo, appena spiegato, di inviare la Cilas entro il 25 novembre. Il secondo riguarda i condomini, che dovranno aver elaborato l’approvazione dell’esecuzione dei lavori prima della data di entrata in vigore del Dl Aiuti. Quindi per imprese e cittadini che hanno avviato i lavori ci sono meno di due settimane per ottenere il Superbonus.

Come detto, resteranno al 110% i lavori per cui è stata presentata la Cilas entro il 25 novembre e quindi la norma non impatta i lavori già avviati.

Superbonus: perché è stato modificato

Le modifiche sono state effettuate perché il Superbonus ha sforato i finanziamenti previsti dai governi Conte e Draghi e perché è stato accompagnano da frodi sulla cessione dei redditi e aumento dei costi delle materie prime.

Il nuovo esecutivo ha deciso di rimodulare l’agevolazione portando al 90% le spese sostenute nel 2023 per i condomini e dando la possibilità, anche per il 2023, di accedere al beneficio 110% per i proprietari di singole case, a condizione che si tratti della prima abitazione e che si trovino al di sotto della soglia di reddito di 15mila euro.

La proroga però, vale per chi al 30 settembre 2022 aveva presentato almeno un Sal (Stato avanzamento lavori) al 30% per una casa indipendente. Questa possibilità finirà a marzo 2023.

Abbiamo sempre condiviso la finalità del Superbonus, ma il modo in cui è stato realizzato ha segnato molti problemi”, ha spiegato la premier Giorgia Meloni. “La copertura del 110% ha determinato una deresponsabilizzazione” oltre che “una distorsione sul mercato”. Il beneficio “è andato prevalentemente a favore dei redditi medio-alti. Per questo abbiamo deciso di intervenire per correggere alcune distorsioni, concentriamo questa misura verso chi ha maggiori necessità”.