Ferrari addio senza appello: finisce un’era, decisione immediata

Ferrari addio senza appello: finisce un’era, decisione immediata. La seconda parte di stagione senza grandi risultati è costata cara

In pista non vince dal Gran Premio d’Austria, quasi quattro mesi fa. Ma se dovesse andare in porto la nuova rivoluzione in casa Ferrari, sarebbe decisamente un successo di Charles Leclerc: via Mattia Binotto e dentro il team principal amico del monegasco, filotto completo.

Ferrari addio senza appello (ANSA)

Un addio senza appello al Cavallino, con Mattia Binotto alla fine del suo viaggio come gran capo della pista in Formula 1. Lo ipotizzano molti media dopo le prime indiscrezioni di Leo Turrini, giornalista molto vicino alle vicende Ferrari. Il team principal che ha cominciato la sua carriera ad inizio 2019 (prima era il capo dei motoristi) al posto di Maurizio Arrivabene è a fortissimo rischio.

Con la sua gestione  sono arrivate 7 vittorie e 23 pole position, più il secondo posto tra i Costruttori nel 2019. Ma John Elkann, che della Ferrari è presidente, ha deciso che è arrivato il momento di dare una scossa. Troppi gli errori di gestione messi in mostra quest’anno dal muretto del Cavallino e un rapporto deteriorato con Charles Leclerc che dalla proprietà è considerato il numero 1. Ecco perché come nuovo team principal arriverà da gennaio Fréderic Vasseur.

Ferrari addio senza appello: la Scuderia smentisce ma il nome di Vasseur è caldissimo

Una bomba che ha scosso il mondo della Formula 1 ed è stata a stretto giro smentita da Maranello con un comunicato ufficiale: “In relazione alle speculazioni apparse su alcuni organi di stampa relative alla posizione del team principal della Scuderia Mattia Binotto, Ferrari comunica che si tratta di voci totalmente prive di fondamento“.

In realtà però le possibilità di vedere Vasseur, attuale team principal dell’Alfa Romeo Sauber in Ferrari sono molto alte. E sarebbe contento Leclerc, che con il manager francese ha lavorato molto in passato, insieme al suo manager Nicholas Todt (figlio di Jean) che di Vasseur è stato socio.

Nato nel 1968 (un anno prima di Mattia Binotto), il manager francese ha cominciato molto presto come uomo al muretto di team in quelli che oggi sono i campionati di Formula 2 e Formula 3. Nel 1996, con la fondazione del Team ASM, ha seguito la maturazione di alcuni giovani piloti che poi hanno scritto la storia della Formula 1. Uno su tutti, Lewis Hamilton.

Poi nel 2004 è passato a guidare in pista l’ART Grand Prix e dall’anno successivo la squadra ha debuttato nella GP2 che è l’attuale Formula 2. In bacheca 8 titoli complessivi, 4 costruttori (2005, 2006, 2009 e 2015) e altrettanti piloti con Lewis Hamilton, Nico Rosberg, Nico Hülkenberg. Ma poi anche successi nella GP3 Series con Valtteri Bottas e per ultimo Charles Leclerc.

Mattia Binotto Ferrari
Mattia Binotto, finisce un’era in Ferrari (ANSA)

Il primo passo ufficiale in Formula 1 era arrivato nel 2016 con la Renualt come team principal. Dall’anno successivo e sino ad oggi ha ricoperto lo stesso ruolo all’Alfa Romeo Sauber, facendo debuttare in F1 proprio Leclerc.