Allarme rosso per i pensionati: così rischia di aumentare tutto!

Notizia che non farà piacere a molti pensionati italiani: infatti si comincia a parlare di aumenti, ma anche per questioni di tassazione

Se c’è una cosa molto variabile nel sistema contributivo italiano, questa è sicuramente l’andamento e l’erogazione delle pensioni. Vale a dire i contributi che gli ex lavoratori percepiscono tramite Inps mensilmente, o tramite la propria cassa previdenziale predefinita.

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Pensioni e tasse in aumento (Pixabay)

Fortunatamente le pensioni vengono erogate e ridiscusse ogni anno in base all’andamento dell’inflazione e del costo della vita. In un periodo difficile come questo, lo Stato ha già dato una grossa mano con il Decreto Aiuti, donando bonus automatici proprio ai pensionati, anche prima dell’erogazione ai lavoratori.

Sta arrivando anche un’altra novità, a partire da questo mese di novembre 2022. Una sorta di arma a doppio taglio che rischia di diventare un allarme per quanto riguarda molto contribuenti che aderiscono alla pensione.

Da novembre aumentano le pensioni, ma occhio alla crescita sulla tassazione

Già ad inizio gennaio è stato comunicato ufficialmente che la variazione percentuale ai fini della perequazione automatica delle pensioni, calcolata dall’ISTAT, è stata pari all’1,90%. Vale a dire che i contributi pensionistici per individuo aumenteranno con tale percentuale in base ai costi del carovita.

L’aumento delle pensioni riguarda principalmente gli importi più bassi. A subire un incremento, quindi, saranno anche le pensioni minime. Il paradosso è che, con un importo maggiore, le tasse potrebbero proporzionalmente aumentare.

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Il logo Inps (screenshot)

Perciò andiamo a vedere chi rischia di essere beffato da questo aumento, che andrà ad inficiare anche sul pagamento dei contributi successivo:

  • chi vedrà aumentare il proprio Isee, passando di conseguenza a una fascia di reddito maggiore e rientrando in uno scaglione per cui è prevista aliquota maggiore;
  • chi con una maggiorazione della pensione minima esce della cd. “no tax area”.

Dunque una piccola-grande beffa per i pensionati. Ma si tratta di un problema comune all’intero sistema contributivo italiano: chi riesce a superare una soglia di guadagno lavorativo, di conseguenza ha uno scatto non propriamente felice per quanto riguarda le tassazioni reddituali.

Resta fermo che, anche una volta superato questo limite di guadagno, continuano a valere per i redditi bassi tutte le altre agevolazioni che invece il sistema previdenziale assicura. Bonus sociali, assegni previdenziali, reddito o pensione di cittadinanza, laddove il soggetto e/o la famiglia risulta essere in possesso dei requisiti richiesti.