Governo Meloni, i nodi della manovra al Pnrr e caro-energia

Si studia anche un provvedimento sulle trivelle e lo sblocco con un emendamento al Dl Aiuti Ter per mutui destinati ai giovani under 36, anche se solo per dicembre. 

Giorgia Meloni, Roberta Metsola, Ursula von der Leyen, Charles Michel - Foto di Ansa Foto
Giorgia Meloni, Roberta Metsola, Ursula von der Leyen, Charles Michel – Foto di Ansa Foto

La visita di Giorgia Meloni ai vertici Ue ha mostrato la volontà di lavorare insieme con un approccio collaborativo e pragmatico. “Un forte segnale alle istituzioni europee”, ha commentato la presidente Ursula von der Leyen. Ma questo non cancella il fatto che sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e sulla crisi energetica ci siano molti nodi ancora da sciogliere tra Italia ed Europa.

Le modifiche al Pnrr

Roma spinge per modificare il Pnrr e avere un price cap al più presto, mentre l’Ue chiede prudenza su entrambi i temi. “La crisi è diversa dal Covid, noi ora raccomandiamo ai Paesi di mettere in campo gli estesi stimoli fiscali. Questo è il momento della prudenza nelle politiche di bilancio”, ha sottolineato il vicepresidente dell’esecutivo europeo Valdis Dombrovski. 

Il caro-bollette

Il governo italiano non spinge l’acceleratore di fronte alla richiesta di prudenza dell’Europa, ma allo stesso tempo deve far fronte all’emergenza del caro-energia che sta mettendo in ginocchio imprese e famiglie.

Il tema delle bollette resta in cima all’agenda. Nonostante il calo delle tariffe del gas deciso dall’Autorità per l’energia, la crisi non è superata e si prevede un 2023 ancor più difficile.

Governo Meloni e la Legge di Bilancio

In questo senso la Legge di Bilancio sarà il primo vero banco di prova del nuovo governo. Restano meno di due mesi per approvarla, pena l’esercizio provvisorio ed è prevista una manovra per l’energia per una somma non inferiore a 15 miliardi. “Siamo correndo contro il tempo con la legge di bilancio”, ha dichiarato Giorgia Meloni a Bruxelles.

Superbonus e reddito di cittadinanza

Si lavora anche alla revisione del Superbonus 110% e del reddito di cittadinanza per tentare di recuperare risorse. Altri recuperi potrebbero arrivare dai fondi di coesione non spesi, 4 o 5 miliardi ancora in oggetto di trattativa in Europa.

Il Cdm di oggi

Il governo Meloni è al lavoro sull’aggiornamento del Nadef, la nota Nota del documento di Economia e Finanza, che il ministro Giancarlo Giorgetti presenterà oggi al Consiglio dei ministri. Nella Nota del documento di economia e finanza, il Pil dovrebbe essere confermato al +0,6%. Una stima cauta nonostante la crescita superiore alle attese del +0.5% del terzo trimestre di quest’anno.

Governo Meloni: dove verranno presi i fondi per aiutare imprese e famiglie

Per quanto riguarda l’indebitamento invece, l’asticella verrebbe portata al 4,5% del Pil. Considerando che la stima tendenziale è al 3,4% – ma potrebbe essere rivista – si aprirebbe uno spazio di oltre 21 miliardi per il 2023. Le risorse in deficit potrebbero in parte finanziare il prossimo pacchetto aiuti per famiglie e imprese fino alla fine dell’anno. Il provvedimento è atteso in Consiglio dei ministri per la prossima settimana.

Il “tesoretto” di 9,4 miliardi lasciato dal governo Draghi potrebbe aumentare con una dote aggiuntiva che va dai 5 ai 9 miliardi. Alla luce di questo, il governo Meloni chiederà al Parlamento l’autorizzazione per usare queste risorse. Le Camere voteranno la prossima settimana.

Al decreto Aiuti dovrebbero essere destinati dai 7 ai 10 miliardi, necessari per prorogare i crediti di imposta per le imprese energivore e lo sconto benzina (che scade il 18 novembre) fino alla fine dell’anno.

Lo scudo per chi non riesce a pagare le bollette

Altre misure sono al vaglio del governo: si va dal rafforzamento del bonus sociale allo scudo per chi non riesce a pagare le bollette. Si studia anche un provvedimento sulle trivelle e lo sblocco con un emendamento al Dl Aiuti Ter per mutui destinati ai giovani under 36, anche se solo per dicembre.