Ucraina, stop di Mosca alle navi del grano: le conseguenze per l’Italia

Le Nazioni Unite, la Turchia e l'Ucraina hanno trovato un accordo per permettere a dodici navi di partire, nonostante la Russia si sia ritirata.

Crisi del grano (archivio) - Foto di Ansa Foto
Crisi del grano (archivio) – Foto di Ansa Foto

La Russia ha annunciato di aver sospeso a tempo indeterminato la sua partecipazione all’intesa sull’esportazione del grano dall’Ucraina, firmato in Turchia a luglio.

Perché Mosca ha fermato le esportazioni di grano

La decisione è stata presa dopo che il Cremlino ha annunciato un “massiccio” attacco di droni contro le proprie navi in Crimea, alla baia di Sebastopoli. Secondo Mosca sarebbe stato sferrato dagli ucraini con l’assistenza dei britannici. “La parte russa non può più garantire la sicurezza delle navi civili che partecipano all’iniziativa”, ha dichiarato Mosca.

12 navi partite lo stesso

Le Nazioni Unite, la Turchia e l’Ucraina hanno trovato un accordo per permettere a dodici navi di partire, nonostante la Russia si sia ritirata. Lo ha annunciato il ministro ucraino delle Infrastrutture Oleksandr Kubrakov su Twitter: “Oggi 12 navi hanno lasciato i porti ucraini. Le delegazioni dell’Onu e della Turchia hanno messo a disposizione dieci squadre di ispezione per controllare 40 navi al fine di soddisfare l’iniziativa sul grano del Mar Nero. Il piano di ispezione è stato accettato dalla delegazione ucraina. La delegazione russa è stata informata”. 

Le conseguenze dello stop al grano per l’Italia

La scelta di Mosca ricade anche sull’Italia, dove sono state interrotte le spedizioni che nell’ultimo anno, secondo Coldiretti, sono state pari a 1,2 miliardi di chili di mais per l’alimentazione animale, grano tenero e olio di girasole.

Turchia ha intenzione di far rispettare l’accordo

Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha fatto sapere che la Turchia ha intenzione di far rispettare l’accordo preso a luglio sotto l’egida dell’Onu, “nonostante le esitazioni di Mosca”.

Anche se la Russia è titubante perché non le sono state offerte le stesse agevolazioni, siamo determinati a continuare i nostri sforzi al servizio dell’umanità”, ha aggiunto Erdogan.

Accordo Francia-Romania per facilitare esportazioni via terra

Il ministro dell’Agricoltura francese Marc Fesneau oggi ha confermato l’iniziativa già annunciata dalla Polonia per “aiutare gli ucraini insieme ai partner europei”, dopo la decisione di Mosca di sospendere l’accordo sul grano.

Il ministro ha spietato a Rmc che l’obiettivo degli europei è “assicurarsi che se non si può attraversare il Mar Nero, bisogna attraversare le vie di terra in modo che chi ha bisogno di cereali possa averli a prezzo che sono ragionevoli”. 

Quello che abbiamo intenzione di fare è continuare ad attivare un dispositivo che non ci metta nelle mani e nella buona volontà (in questo caso, la cattiva volontà) di Valdimir Putin, che apre e chiude il Mar Nero a seconda del suo umore o secondo i suoi interessi geopolitici”, ha spiegato il ministro. Questa posizione arriva dopo un accordo di cooperazione firmato a settembre tra Francia e Romania per facilitare le esportazioni del grano via terra.