Asso, uccide il comandante e si barrica in caserma: il blitz dei carabinieri dopo ore di trattative

Il brigadiere era in servizio da diversi anni nel Comasco ed era stato ricoverato nel reparto di Psichiatria dell'ospedale Sant'Anna di Como, dimesso e posto in convalescenza diversi mesi. Era rientrato in servizio da alcuni giorni dopo che una Commissione Medico Ospedaliera l'aveva ritenuto idoneo.

Carabiniere spara al comandante e si barrica in caserma - Foto di Ansa Foto
Carabiniere spara al comandante e si barrica in caserma – Foto di Ansa Foto

Dopo che per tutta la notte hanno cercato inutilmente di negoziare perché uscisse, un team del Gis, il reparto speciale dei carabinieri insieme con un’unità cinofila di assalto, ha fatto irruzione nella caserma di Asso, in provincia di Como, dove il brigadiere Antonio Milia si era barricato dopo aver sparato e ucciso il comandante della stazione Doriano Furcieri. 

Milia spara anche a un collega

Alla vista del cane, Milia ha esploso un colpo di arma da fuoco colpendo uno dei carabinieri del Gis a un ginocchio. Il militare è rimasto ferito in maniera non grave ed è uscito zoppicando dalla caserma ed è stato soccorso dai sanitari del 188 già presenti sul posto.

Il brigadiere è stato arrestato

Il blitz nella caserma è avvenuto intorno alle 5.40, dopo quasi dodici ore di trattative. Milia è stato arrestato e sono stati liberati una donna carabiniere che si trovava in una camerata della caserma e le famiglie di altri militari che comunque non erano mai state in pericolo.

Milia era stato ricoverato per problemi psichici

Il brigadiere era in servizio da diversi anni nel Comasco ed era stato ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Sant’Anna di Como, dimesso e posto in convalescenza diversi mesi. Era rientrato in servizio da alcuni giorni dopo che una Commissione Medico Ospedaliera l’aveva ritenuto idoneo. Attualmente era in ferie.

Il retroscena

La vittima, il comandante Doriano Furceri, era in servizio alla stazione dei carabinieri di Asso da febbraio, dopo 17 anni trascorsi alla stazione di Bellano. Il trasferimento era stato disposto dopo che il luogotenente era stato oggetto di ingiurie e accuse con scritte anonime sui muri del paese, che denunciavano un presunto intrigo amoroso con più di una donna sposata. Un’altra scritta invece, denunciava una situazione lavorativa irregolare riguardante la moglie.

Il comando provinciale di Lecco aveva spiegato che i fatti “che riguardano il comandante della stazione di Bellano sono al vaglio dell’autorità giudiziaria e sono oggetto anche di un’autonoma inchiesta avviata dall’Arma dei carabinieri per stabilire i contorni della vicenda e anche per valutare la sussistenza o meno dei requisiti per la permanenza del militare nell’attuale incarico o di un eventuale trasferimento altrove”. In seguito Furceri era stato trasferito ad Asso.