Governo, Meloni ottiene la fiducia al Senato: “Il tetto al contante salirà”

Secondo la premier bisogna contrastare il lavoro povero con "l'estensione dei contratti collettivi", oltre al taglio del cuneo fiscale di 5 punti per alzare gli stipendi. 

Giorgia Meloni - Foto di Ansa Foto
Giorgia Meloni – Foto di Ansa Foto

Dopo quella della Camera, il governo Meloni ha ottenuto la fiducia al Senato con 115 sì, 79 no e 5 astenuti. I presenti erano 200, i votanti 199.

Anche il Senato ha votato la fiducia al governo. Abbiamo presentato in campagna elettorale un programma chiaro e dettagliato. Manterremo gli impegni: il vincolo tra rappresentante e rappresentato è l’essenza della democrazia. Subito al lavoro per rispondere alle urgenze dell’Italia”, ha scritto su Twitter la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. 

L’appello alle opposizioni

Quella di ieri è stata una lunga giornata per Palazzo Madama e nel suo lungo intervento di replica, la premier ha rivolto un appello alle opposizioni: “Noi abbiamo fatto sempre un’opposizione molto franca. Credo che il dibattito sia il sale della democrazia. Ci chiesero, quando votammo sulla riduzione dei parlamentari, “cosa vi aspettate in cambio?”. Niente, perché la condividiamo. E questo coraggio e questa lealtà che posso chiedere all’opposizione, che si possa parlare nel merito, che non si facciano dibattiti ideologici. Mi auguro che vogliate valutare i provvedimenti nel merito e valutare se votarli o meno”. 

Il tetto al contante e il Pnrr

Al centro del discorso di Giorgia Meloni ci sono stati il tetto al contante, che non frena l’evasione e “penalizza i poveri”, il salario minimo che non risolve il problema dei “bassi salari”. Il Pnrr di cui si è speso finora la metà dei fondi, la gestione del Covid, con scelte che secondo la premier sono state “senza basi” sposando la scienza quasi fosse “una religione”. 

Energia: “L’Italia non può passare dalla dipendenza russa alla cinese”

Meloni ha annunciato la volontà di governare l’Italia con una visione e in merito all’emergenza energetica ha dichiarato che l’Italia non dovrà passare “dalla dipendenza dal gas russo a quella delle materie prime cinesi”, che dovrà superare blocchi burocratici incomprensibili. Ripartiranno le trivelle nell’Adriatico perché se il gas lo estraggono altri “non è che inquina di meno”.

Il Sud “hub energetico d’Europa”

Al centro del discorso anche il Sud, che potrebbe diventare “l’hub energetico dell’Europa” anche per evitare di dover installare i rigassificatori “con procedure di urgenza e gravosi impatti sui territorio”. 

L’Ucraina e la pace

Meloni ha le dee chiare anche sull’Ucraina: la pace non si ottiene né “con la resa di Kiev” né “con le bandiere arcobaleno” in piazza.

Il taglio al cuneo fiscale per alzare gli stipendi

Piuttosto che il salario minimo che rischia di essere uno “specchietto per le allodole”, secondo la premier bisogna contrastare il lavoro povero con “l’estensione dei contratti collettivi”, oltre al taglio del cuneo fiscale di 5 punti per alzare gli stipendi.

La flat tax e il tetto al contante

Per quanto riguarda le tasse, Meloni chiama i causa direttamente i governi del Pd e l’ex ministro Pier Carlo Padoan che aveva sostenuto che non c’è correlazione tra livello del contante ed evasione. Una delle prime mosse concrete dell’esecutivo, oltre alla “flat tax incrementale”, che è un premio “al merito” di chi si impegna a fare di più, verrà anche rimessa “mano al tetto contante”. 

Proteste a La Sapienza: “Non si va in piazza per impedire agli altri di parlare”

La premier si è rivolta anche alla senatrice Ilaria Cucchi, rispondendole sugli scontri alla Sapienza: non si va in piazza “per impedire agli altri di parlare”, che “il rispetto delle idee altrui” è la base della democrazia.