“Tanto furore ideologico” da parte di chi attacca il reddito di cittadinanza. È quanto dichiara Giuseppe Conte ai cronisti dopo il discorso di Giorgia Meloni alla Camera dei deputati. La neopremier, infatti, è tornata ad attaccare il provvedimento introdotto nel 2018 proprio dal Movimento 5 Stelle mentre i pentastellati erano al governo. Conte, che si stava recando all’assemblea dei parlamentari del partito, ha risposto tramite i microfoni dei giornalisti.

Conte, furore ideologico

“In tutti i Paesi è un sistema di protezione sociale. Secondo l’Istat ha salvato un milione di persone dalla povertà – aggiunge Conte – Dire che chi percepisce il reddito ed è idoneo al lavoro deve lavorare è una banalità, una tautologia, acqua fresca. Un atteggiamento serio da parte di chi governa è dire lavoriamo tutti insieme per migliorare le politiche del reddito”. Il leader del Movimento 5 Stelle ha poi commentato la presa di distanza di Giorgia Meloni da tutti i regimi. Compreso il fascismo: “Ci mancherebbe avere nostalgia del fascismo. Se il fascismo è il male assoluto? Direi di sì ma, al di là delle sfumature, la presa distanza c’è e ne prendiamo atto.”

M5S, Conte: no comment sulla commissione d’inchiesta per la gestione della pandemia

Giuseppe Conte, alla domanda dei cronisti se teme o meno la commissione d’inchiesta annunciata dal nuovo governo sulla gestione della pandemia covid, non ha risposto. All’assemblea dei parlamentari M5S era presente anche il fondatore, Beppe Grillo. Il quale, letteralmente preso d’assalto dai cronisti, non ha rilasciato dichiarazioni. Se non una battuta: “”Dovete abbonarvi, senza abbonamento non faccio interviste. Vi do l’Iban”. Ai parlamentari del Movimento, poi, ha detto – secondo fonti citate dall’agenzia AdnKronos – “Se siete qui è per la nostra regola identitaria dei due mandati.”