Stop al riscaldamento nelle abitazioni: tutto rinviato! I motivi ed i risparmi

Ancora uno stop dall’alto per quanto riguarda i riscaldamenti all’interno di case ed abitazioni. La decisione sembra essere in linea generale

La questione legata all’energia ed al riscaldamento durante i mesi più freddi sta creando sempre più discussione. In particolare per la crisi energetica dovuta alla guerra in Ucraina ed agli effetti disastrosi per tutta l’Europa.

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Ancora stop al riscaldamento (Pixabay)

Già nei mesi scorsi sono stati dettati i piani per evitare un eccesso di costi e di sprechi a livello energetico. Il piano dell’ex ministro Cingolani prevede in particolare la riduzione di 15 giorni del periodo di accensione degli impianti termici ad uso riscaldamento, di 1 ora della durata giornaliera di accensione e 1 grado in meno (arrivando a 19°C), portando i limiti per la zona climatica E, in cui si trovano gran parte delle grandi città italiane, a un orario massimo di 13 ore giornaliere tra il 22 ottobre e il 7 aprile.

Ora però stanno arrivando notizie di nuovi stop all’accensione del riscaldamento per le abitazioni, già ufficializzate da diversi comuni italiani. Il motivo? Sembra legato alle temperature ancora elevate e primaverili sul nostro paese, che sembrano destinate a perdurare ancora fino a novembre inoltrato.

Posticipata l’accensione dei riscaldamenti. Arrivano anche i consigli per risparmiare sull’energia

Le città del Nord Italia, che sembravano pronte in questi giorni a dare il via agli impianti di riscaldamento privato, hanno posticipato il tutto. I sindaci di vari comuni, consci che il riscaldamento è fonte emissiva di inquinanti atmosferici a livello locale, sono corsi ai ripari cambiando le date di accensione del riscaldamento.

Ecco dunque le date aggiornate per il via al riscaldamento nelle case: dal 29 ottobre a Milano, Torino, Bergamo e Cremona. Pordenone accenderà a partire dal 28 ottobre. Per Varese si dovrà aspettare il 31 ottobre, mentre Bologna e Verona si adegueranno soltanto dal 2 novembre in poi.

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Come mantenere la giusta atmosfera salubre in casa (web source)

Intanto l’agenzia ENEA ha pubblicato una sorta di vademecum per le famiglie italiane, con l’obiettivo di utilizzare il riscaldamento interno in maniera consona e non sprecare energia né inquinare l’ambiente.

Per risparmiare bisognerebbe rinnovare l’aria all’interno delle case, mantenendo aperte le finestre per il ricircolo per pochi minuti più volte al giorno. Tutto questo per mantenere il livello interno di umidità in maniera adeguata.

Il tutto va fatto nei momenti in cui l’impianto di riscaldamento non è in funzione, ma soprattutto per evitare la proliferazione di batteri e virus, che con meno del 40% di umidità non avrebbero possibilità di agire e vivere.

ENEA ha calcolato che queste misure, se attuate dall’80% delle famiglie italiane, possono comportare un risparmio nazionale di 2,7 miliardi di mc di metano e circa 180 euro mediamente in meno all’anno in bolletta per utenza.