Governo Meloni, la fiducia delle Camere, viceministri e sottosegretari: il totonomi

Gli alleati tentano una prova di forza e a Giorgia Meloni spetterà trovare un punto di incontro presto nella distribuzione degli incarichi.

Palazzo Chigi (archivio) - Foto di Ansa Foto
Palazzo Chigi (archivio) – Foto di Ansa Foto

Dopo il primo Consiglio dei ministri, il nuovo governo entra nel vivo con il voto di fiducia di Camera e Senato, che si terranno rispettivamente domani 25 ottobre e mercoledì 25.

Resta ancora aperta la partita sui viceministri e sottosegretari che dovranno occuparsi dei dossier nelle commissioni e in Aula e fare da ponte tra Palazzo Chigi e le Camere.

La partita è determinante per l’esecutivo anche in termini di equilibri interni alla maggioranza, intrecciata con le presidenze delle commissioni dove entrano in gioco le opposizioni. Movimento 5 Stelle e Terzo polo mirano alla Vigilanza Rai, mentre il Pd punta al Copasir.

Non si sa ancora quando verranno convocate le commissioni parlamentari di garanzia, quelle permanenti e infine le bicamerali. Sulla base dei regolamenti delle Camere, spetta ai presidenti stabilire la prima convocazione, in occasione della quale ciascuna commissione procede alla costituzione, attraverso l’elezione dell’ufficio di presidenza (composto da presidente, due vice e due segretari). La prima data non ancora ufficiale è il 7 novembre.

Cattaneo (FI): “Vogliamo incidere su infrastrutture, economia e giustizia”

La generosità del presidente Berlusconi ha consentito di far partire il governo, ora però guardiamo avanti”, ha dichiarato Alessandro Cattaneo, capogruppo di Forza Italia alla Camera, in un’intervista a Libero. “FI ha da sempre una linea molto chiara su temi quali le infrastrutture, l’economia e la giustizia. Lì vogliamo poter incidere”. 

“Consiglio a Meloni di rafforzare il rapporto con Berlusconi”

Per quanto riguarda “sottosegretari e presidenti di Commissione, misureremo la volontà di questa maggioranza di lavorare bene, dando agibilità alle nostre idee. Noi abbiamo intenzione di lavorare lealmente con Giorgia Meloni, alla quale consiglierei di rafforzare il suo rapporto con Berlusconi, che in questo frangente ha dimostrato generosità e buonsenso”. 

Lupi (Noi Moderati): “Aspetto chiamata per ruoli di sottosegretario”

Il malcontento non appartiene solo a Forza Italia, ma anche a Noi Moderati. Maurizio Lupi, in un’intervista al Corriere della Sera, attacca: “Mi aspetto che ci sia una chiamata per ruoli di sottosegretario”. Sulla formazione del governo, continua, “avrei voluto un risultato migliore. Ma rivendico il contributo fondamentale che abbiamo dato nei collegi in bilico e il valore politico della nostra proposta. Tuttavia la sintesi spettava a Giorgia Meloni”. Sulla possibilità di essere sottosegretario conclude: “Io rappresento una lista e credo sia giusto valorizzare la squadra”. 

Sottosegretari e viceministri: le richieste di Berlusconi

Gli alleati tentano una prova di forza e a Giorgia Meloni spetterà trovare un punto di incontro presto nella distribuzione degli incarichi. Forza Italia rivendica qualche casella in più rispetto alla Lega, in particolare su sottosegretari-viceministri della Giustizia, dove potrebbe andare Francesco Paolo Sisto, in lizza anche per la vicepresidenza del Cdm.

Il Cav vorrebbe anche Valentino Valentini alla Farnesina, ma potrebbe essere più facile vederlo alla Difesa o agli Affari europei. Paolo Barelli potrebbe diventare viceministro dell’Interno, mentre Gregorio Fontana, ex questore della Camera, è stato indicato per i Rapporti con il Parlamento. Un’altra richiesta di Berlusconi è Alberto Barachini come sottosegretario all’editoria e Valentina Aprea all’Istruzione.

Tra le richieste di Berlusconi ci sono ancora Deborah Bergamini, Gianfranco Micciché, Matilde Siracusano e Andrea Mandelli, per un posto alla Salute, che però pare che si voglia confermare Noi Moderati.

Gli altri partiti

Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc, potrebbe andare all’Agricoltura, dove potrebbe però essere confermato l’azzurro Francesco Battistoni, anche se è difficile che la Lega in questo resti fuori, dopo aver già perso il ministero. Il Carroccio punta anche sui coordinatori regionali. Il veneto Alberto Stefani, il siciliano Nino Minardo, e il molisano Michele Marone. 

Tra le nomine potrebbe rientrare anche l’ex ministro Massimo Garavaglia e anche Massimo Bitonci, intanto scelto tra i capigruppo insieme con Riccardo De Corato di FdI e Roberto Pella di FI, per la commissione speciale sul decreto Aiuti Ter.

Per quanto riguarda le Commissioni bilancio, quella alla Senato dovrebbe essere presieduta da Dario Damiani (FI), mentre quella della Camera da un deputato di FdI. Si pensa a Giulio Tremonti, ma non si escludono soluzioni diverse.

La squadra di Meloni a Palazzo Chigi

Ma la priorità di Giorgia Meloni in questo momento è pensare al team che le sarà accanto a Palazzo Chigi. Giovanna Ianniello, sua storica portavoce, potrebbe diventare consulente per la comunicazione. Carlo Deodato, attuale responsabile legislativo, segretario al posto di Roberto Chieppa. Francesca Quadri potrebbe andare a capo del Dipartimento degli affari giuridici e legislativi e il braccio destro di Meloni Giovanbattista Fazzolari, potrebbe diventare sottosegretario con delega all’attuazione del programma.