Caro-energia, Albanese (UCI) a iNews24: “Come i cittadini all’estero hanno contribuito a far crollare il prezzo del gas”

Massimiliano Albanese - Foto di iNews24
Massimiliano Albanese – Foto di iNews24

Ai microfoni di iNews24, l’avvocato Massimiliano Albanese, esperto di cooperazione internazionale e segretario federale di Unione Consumatori italiani (UCI).

Il caro-bollette pesa sulle famiglie, sulle aziende e sugli smart worker. In questi mesi tanti commercianti sono stati costretti a chiudere le loro attività, molte famiglie fanno fatica a pagare le bollette di luce e gas. Qual è il quadro della situazione dell’UCI?
È un quadro allarmante. Il caro-bollette è il principale tema ma va detto che le famiglie italiane sono soprattutto vittime di una costante perdita di potere di acquisto a causa dell’inflazione galoppante, che secondo l’ISTAT a settembre è giunta all’8,9%. Nel corso dell’ultimo anno abbiamo registrato un trend costante di aumento dei prezzi di beni e servizi al consumo di circa l’1% al mese”;

Quanto incide sulla spesa alimentare?
“Il carrello della spesa si è inevitabilmente svuotato e ciò è dipeso in larga misura proprio dai costi energetici, non solo del gas e della corrente per le produzioni industriali, ma anche dei carburanti e dei trasporti. Ma c’è un aumento generalizzato anche delle materie prime, soprattutto alimentari. Sia per la componente di carboidrati e vitamine legata alle produzioni agricole, che soffrono dell’instabilità geopolitica e dei costi esorbitanti dei fertilizzanti prodotti tramite impiego di gas naturale. Sia per quella proteica di origine animale, su cui incidono chiaramente i costi dei mangimi a base di cereali per gli allevamenti”;

Secondo una ricerca dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, a causa del caro-bollette chi lavora da casa spende 400 euro in più all’anno. Sempre secondo lo studio però risparmia circa 1.000 euro di costi di trasporto.
Riguardo gli smart worker, i risultati dello studio condotto dalla School of Management del Politecnico di Milano sono molto interessanti. I risparmi medi che un lavoratore avrebbe dovuto attendersi, svolgendo la propria prestazione almeno due giorni a settimana da casa, sarebbero dovuti essere di circa mille euro all’anno. Tuttavia con l’aumento dei costi energetici tali risparmi si sono ridotti a circa 600 euro e questo dato lascia intuire che il ricorso al cosiddetto lavoro agile potrebbe subire una flessione. Ma il fenomeno era già in calo rispetto ai numeri della stagione di picco della pandemia, soprattutto perché la pubblica amministrazione e le piccole medie imprese hanno preferito ripristinare le modalità tradizionali di lavoro. Al contrario, sono invece le grandi imprese a mantenere alte le percentuali di impiego degli smart worker, avendo ormai ampiamente collaudato le procedure di gestione delle attività da remoto”;

In termini economici, a chi conviene di più lo smart working?
“A ben vedere, sulla scala dei grandi numeri, avere molti pc, stampanti, condizionatori, macchine del caffè e luci spente in azienda, a fronte dei consumi casalinghi ad esclusivo carico dei lavoratori, costituisce un risparmio energetico rilevante, che in definitiva può incidere positivamente sui conti economici delle imprese. Ciò senza danneggiare necessariamente i lavoratori che comunque migliorano la qualità della propria vita e risparmiano pur sempre qualcosa rispetto ai costi, soprattutto indiretti, che sosterrebbero in condizioni di lavoro tradizionale. Insomma, un meccanismo win-win, come si usa dire nel gergo aziendale”;

Quali segnalazioni arrivano agli sportelli di UCI?
In tema di caro-bollette, le segnalazioni e le richieste d’intervento sono quotidiane e diffuse a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale. In effetti gli aiuti previsti dal governo per far fronte alla crisi, spesso si sono rivelati insufficienti. In meccanismo delle riduzioni applicate direttamente sulle fatture ha consentito a qualche operatore “furbetto” di eludere le norme, senza quindi accontentarsi della propria ampia fetta degli esorbitanti extraprofitti del settore, giunti complessivamente a circa 50 miliardi di euro. Così abbiamo avuto distributori del mercato libero che, in palese violazione delle norme contenute nel decreto Aiuti bis di agosto, hanno omesso l’applicazione delle riduzioni ed hanno proceduto a modifiche unilaterali dei contratti, aumentando i prezzi che sarebbero dovuti invece rimanere bloccati”;

Parla di comportamenti scorretti da parte dei distributori.
“In alcuni casi è stata fatta addirittura una selezione della clientela, recedendo dalle forniture destinate alle famiglie con ritardi nei pagamenti, senza tenere conto della moratoria che obbliga invece l’operatore ad una rateizzazione. Comportamenti molto gravi ai quali tutte le associazioni dei consumatori hanno reagito con forti denunce, costringendo l’Antitrust ad intervenire. È dei giorni scorsi la notizia di un procedimento sanzionatorio in corso a carico di alcuni operatori e di accertamenti per altre società del settore. Il mercato libero non può essere una giungla priva di regole, soprattutto se si considera che dal 1 gennaio 2024 non esisterà più il sistema della maggior tutela ed i consumatori dovranno scegliere a quale fornitore affidarsi, sulla scorta di informazioni chiare e comportamenti commercialmente non scorretti“;

In che modo UCI aiuta aziende e consumatori?
L’Unione Consumatori Italiani adotta una filosofia innovativa nella propria attività di tutela della categoria. Non un’ottica meramente protettiva, ma una vera e propria valorizzazione, attraverso un dialogo costante con i produttori di beni e servizi. In tale quadro, tra le iniziative di cui siamo maggiormente orgogliosi, c’è sicuramente quella che stiamo promuovendo in collaborazione con l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, con la quale abbiamo siglato un protocollo d’intesa lo scorso mese di giugno. L’idea è d’istituire una certificazione nazionale del livello di tutela dei consumatori da parte delle aziende più virtuose, applicando un sistema di verifiche rigorose su molteplici parametri della produzione e distribuzione di beni e servizi, della comunicazione e delle politiche di marketing, dell’assistenza e della cosiddetta consumer experience. Avremo quindi un albo nazionale delle imprese definite consumer lovers, che i consumatori potranno considerare maggiormente affidabili e quindi premiare con le loro scelte di acquisto. Anche nel settore dell’energia questa certificazione potrà risultare uno strumento utilissimo per le famiglie, soprattutto nella scelta degli operatori del mercato libero, una volta che il regime della maggior tutela sarà stato abolito, tra poco più di un anno”;

Cosa consiglia ai consumatori per evitare di trovarsi a pagare le bollette di gas ed energia più di quanto dovrebbero?
Prima di tutto acquisire consapevolezza dei propri diritti di consumatori ed utenti e delle proprie potenzialità come categoria unitaria. Pensiamo a cosa è accaduto con il gas: alla fine di agosto il prezzo di scabio al TTF di Amsterdam aveva toccato il picco di 350 euro per Mw/h, poi però i consumi si sono ridotti ed in questi giorni il prezzo è sceso a circa 115 euro. In molti Paesi europei sono stati infatti adottati piani di contenimento dei consumi e le famiglie hanno cominciato a seguire i consigli per ridurre gli sprechi: i consumatori sono stati quindi indotti ad agire in modo sinergico, appunto come categoria unitaria e non in quanto singoli utenti, e l’effetto dei loro comportamenti più oculati, tradottisi in una riduzione della domanda, è ricaduto come una scure sulle speculazioni del mercato, facendo crollare il prezzo del gas. Dunque occorre continuare così, ridurre gli sprechi e fare scelte rispettose dell’ambiente: è il miglior consiglio che si possa dare”.