Una sede universitaria con 16 corsi di Laurea afferenti a medicina e professioni sanitarie. È la struttura inaugurata oggi a Scampia. Da luogo di morte e violenza a luogo di cultura. Il quartiere alla periferia Nord di Napoli, finora balzato all’onore delle cronache per le famigerate Vele, fa così un altro passo in avanti per affrancarsi dall’etichetta di “Gomorra” italiana. All’inaugurazione della struttura erano presenti le autorità cittadine, col sindaco Gaetano Manfredi e il presidente della Regione Vincenzo De Luca. Assieme alla ministra uscente dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa.

Scampia, inaugurata l'università

L’inaugurazione si è tenuta nell’Aula Magna da 520 posti. Sei piani, di cui uno interrato, dedicati per metà alla didattica e per metà alle attività di ricerca. Il rettore della Federico II, Matteo Lorito, precisa infatti che la nuova sede sarà luogo di ricerca e innovazione dal punto di vista delle professioni sanitarie. Le lezioni sono cominciate oggi stesso per gli oltre 600 studenti iscritti ai diversi corsi di Laurea. Un traguardo importante per tutto il quartiere, che vedrà così giungere fra le sue strade studenti e studentesse da ogni parte di Napoli.

Scampia inaugura l’Università. Il Comitato Vele: “Traguardo importante, ma non basta”

Poco prima dell’inaugurazione, un corteo del Comitato Vele e del Movimento 7 Novembre si è snodato lungo le vie del quartiere. Fino a raggiungere l’ingresso dell’Università. Nessun particolare momento di tensione, ma solo la volontà di sottolineare l’importanza che i comitati popolari hanno rivestito nel raggiungimento di questo obiettivo. L’Università a Scampia si inserisce, infatti, all’interno del più ampio progetto di “Restart Scampia”. Il piano che prevede l’abbattimento delle Vele, la costruzione di nuovi alloggi popolari e – appunto – della nuova sede della Federico II. I membri del comitato hanno quindi sottolineato che l’inaugurazione è sì un momento importante per il quartiere ma non un punto d’arrivo definitivo. All’appello mancano ancora l’abbattimento di altre due Vele e la costruzione dei nuovi alloggi popolari.