Terzo Polo, il no di Calenda a Letta: “Nessun fronte comune, nemmeno nel Pd” ed “Esistono due Meloni, una di lotta l’altra di governo”

Secondo il leader di Azione, "il Pd non riesce a trovare unità su nulla", quindi "è meglio che si guardino in faccia e decidano se è il caso di continuare a stare insieme". 

Carlo Calenda - Foto di Ansa Foto
Carlo Calenda – Foto di Ansa Foto

Nessun fronte comune possibile tra le opposizioni. Dal leader di Azione-Italia Viva Carlo Calenda arriva secca la risposta alla proposta di Enrico Letta di restare uniti contro il centrodestra nella prossima legislatura. Lo stesso no non si è fatto attendere da Giuseppe Conte, che ha dichiarato che una piattaforma comune non il Pd “non è pensabile”. 

In un’intervista al Corriere della Sera Calenda bolla questo appello come falso. Tra le opposizioni “non c’è nessun fronte comune, neanche interno al Pd. Metà partito sta già con Conte e infatti andrà alla manifestazione che, di fatto, è una manifestazione per la resa dell’Ucraina, sette deputati su undici hanno votato contro l’invio di armi”. 

Calenda: “Il Pd non riesce a essere unito su nulla”

Secondo l’ex ministro dello Sviluppoormai il Pd è già diviso in due campi. Proveranno a tenere tutto insieme attraverso un nuovo segretario che ricomincerà a dire “con Conte ma anche con Calenda”. È una cosa che non sta in piedi. E a proposito di Ucraina, io propongo a tutti i partiti, a cominciare da Pd e Più Europa, una grande manifestazione a sostegno”. 

Secondo Calenda “il Pd non riesce a trovare unità su nulla”, quindi “è meglio che si guardino in faccia e decidano se è il caso di continuare a stare insieme”. 

Calenda: “Ci sono due Meloni”

Il leader di Azione-Italia Viva non le manda a dire nemmeno a Giorgia Meloni: “Ci sono due Meloni. Voleva uscire dall’euro, adesso arriva lì e dice “sono europeista a oltranza”. 

Non faranno nessuna politica della Polonia, sono le due Meloni. La Meloni di lotta e la Meloni di governo. A Meloni oggi manca solo che si metta la maschera di Draghi e poi è la stessa cosa, nel senso che vuole i tecnici all’Economia, che dice “saremo stabili sul bilancio”, è sempre la stessa sceneggiata”. Calenda lo ha dichiarato a Omnibus su La 7, commentando il messaggio che ieri la leader di Fdi ha inviato a Vox.

Meloni voleva uscire dall’euro, adesso arriva lì e dice “sono europeista a oltranza. Lo ha fatto prima Salvini, lo ha fatto prima Di Maio, ogni volta facciamo questa cosa. Votiamo persone che usano la rabbia per prendere i voti e quindi devono dire cose enormi come “ribalteremo l’Europa, affondiamo le barche, usciremo dall’auro”, poi quando arrivano lì, non avendo mai gestito nulla in vita loro, si trovano a gestire una cosa complicatissima e cominciano a dire “siamo europeisti”. Io penso che i cittadini dicano: “Che ti ho votato a fare?”.