Governo, Meloni punta a chiudere entro il 24 ottobre: tensioni con Berlusconi

Il fondatore di Forza Italia sarebbe "molto infastidito" e nel partito accusano FdI di "voler fare tutto loro". 

Antonio Tajani, Matteo Salvini, Giorgia Meloni (archivio) - Foto di Ansa Foto
Antonio Tajani, Matteo Salvini, Giorgia Meloni (archivio) – Foto di Ansa Foto

Caro energia, Ucraina ed Europa: questi i temi principali del dibattito politico, in attesa della formazione del nuovo governo. “Tutto quello che faremo sarà difendere gli italiani e non saremo mai disposti a fare scelte che vadano contro l’interesse nazionale”. 

Così Giorgia Meloni ha ribadito la linea del centrodestra mentre si avvicinano i giorni della consultazione al Quirinale. Giovedì 13 ottobre si insedieranno le Camere, tra il 17 e il 18 ottobre invece, si costituiranno i gruppi. Dopodiché la parola passerà a Sergio Mattarella, al quale spetterà il compito di dare l’incarico al nuovo governo.

Il nuovo governo nascerà dopo il Consiglio europeo

Il 20 e il 21 ottobre sarà ancora Mario Draghi a rappresentare l’Italia a Bruxelles, in occasione del Consiglio europeo sull’energia. Stando ai rumors, il governo giurerà dopo questo cruciale appuntamento. Meloni conta di chiudere la partita entro lunedì 24 ottobre.

Tajani quotato per il ministero degli Esteri

A confermarlo, anche Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia: “Credo che il nuovo governo nascerà dopo il Consiglio europeo del 20. I leader decideranno, non dobbiamo lavorare con il Cencelli”, ed ha ironizzato: “Chi entra Papa esce cardinale, io vorrei fare il chirichetto”, mentre il suo nome continua a circolare per il Ministero degli Esteri. Per lo stesso dicastero resta in pole anche l’ambasciatore Pontecorvo.

Elisabetta Belloni, direttrice generale del Dipartimento delle Informazioni per la sicurezza, ha chiarito: “No, non farò il ministro, faccio un altro lavoro”. 

Governo, lo scontro tra Meloni e Belusconi

Le trattative per il nuovo governo restano complicate. Sul piano del dibattito pubblico, Matteo Salvini continua a fare pressing sull’attuazione di provvedimenti straordinario contro il caro bollette, mentre Silvio Berlusconi ribadisce che tra alleati non debbano esserci veti sulla scelta dei ministri.

Presto verranno scelti i presidenti delle Camere

Servirà un nuovo confronto a tre che forse si terrà già oggi, martedì 11 ottobre. Le prime caselle dovrebbero essere riempite tra giovedì e venerdì, con l’elezione dei presidenti delle Camere. Fratelli d’Italia ha nominato al Senato Ignazio La Russa, mentre Montecitorio andrà alla Lega, con Riccardo Molinari favorito su Giancarlo Giorgetti. Quest’ultimo, stando a voci di corridoio, potrebbe diventare la carta del centrodestra alle regionali in Lombardia.

Governo, i nomi per il Mef

Il suo nome circola anche per il Mef, anche se questa ipotesi finirebbe per ridimensionare le pretese della Lega. L’obiettivo è un tecnico e Meloni punta su Fabio Panetta.

Sempre stando ai rumors, ci sarebbero perplessità istituzionali sull’opportunità per l’Italia di perdere un rappresentante nel board della Bce. Tra i nomi ci sono Domenico Siniscalco e Dario Scannapieco. All’interno di FdI però, ci sarebbero dubbi sull’idea di sostituirlo al vertice di Cdp, in un momento fondamentale per l’acquisizione della Rete unica da Tim. Per questo non si esclude anche una soluzione interna al Mef, come il ragioniere generale dello Stato Biagio Mazzotta.

Governo: il totoministri per l’Interno e il Mise

I tecnici potrebbero essere meno di quanto ipotizzato. All’Interno potrebbe essere designato il prefetto Matteo Piantedosi, mentre al Mise si parla del banchiere Gaetano Miccichè. L’unica cosa certa è che Meloni pinto a un esecutivo “autorevole e di altissimo livello, che parta dalle competenze“. 

Perché Berlusconi sarebbe infastidito

Sempre i rumors vogliono che Meloni e Berlusconi in questo momento abbiano un rapporto teso. Il fondatore di Forza Italia sarebbe “molto infastidito” e nel partito accusano FdI di “voler fare tutto loro”. 

Fratelli d’Italia rivendica anche la Difesa (Adolfo Urso) e la Giustizia (Carlo Nordio). E mirerebbe anche all’Attuazione del programma con Giovanbattista Fazzolari.

Governo, il nodo Ronzulli

Alla base della tensione tra Fi e FdI ci sarebbe la resistenza di Meloni ad affidare a Ronzulli un ministero di primo piano, come Salute o Istruzione. Berlusconi avrebbe presto il veto di Meloni come un affronto personale che potrebbe risolversi con la sua fedelissima al Turismo.

I rapporti Meloni-Salvini

Non è certo più facile la trattativa con la Lega, che dovrebbe avere quattro ministeri. Salvini potrebbe puntare alle Infrastrutture, responsabile della tutela dei porti, in modo da avere sotto controllo della Lega i flussi migratori.

Intanto a Montecitorio e a Palazzo Madama continuano le procedure di accoglienza degli eletti per la XIX legislatura.