La guerra in Ucraina continua a mietere vittime. Questa mattina, 10 ottobre, colpita da bombe anche la Capitale Kiev. Almeno cinque le esplosioni registrate in città, che hanno provocato cinque morti e dodici feriti secondo un primo bilancio provvisorio. Le immagini dei bombardamenti sono state postate suoi suoi canali social anche dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky: “Attaccata la nostra gente che dorme in casa a Zaporizhzhia. A Dnipro e Kiev uccise persone che vanno a lavorare”, scrive Zelensky.

Ucraina, bombe su Kiev

Le alte colonne di fumo provocate dai bombardamenti sono visibili da diversi chilometri. Colpiti, a Kiev, anche alcuni quartieri centrali come il distretto di Shevchenko come dichiarato dal sindaco della Capitale, Klitchko. “Stanno cercando di distruggerci – continua il presidente Zelensky – e spazzarci via dalla faccia della terra.” Intanto, il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin sta riunendo, in queste ore, il consiglio di sicurezza nazionale per discutere della risposta all’attacco ucraino sul ponte Kerch. Definito, dallo stesso Putin, come “attacco terroristico.”

Ucraina, bombe su Kiev. Zelensky: “Vogliono spazzarci via dalla faccia della Terra”

Nella Capitale Kiev sono state danneggiate molte strutture civili. Tra cui: l’Università Shevchenko, la Filarmonica, i musei Khanenko e Schevchenko. Il minsitro della Cultura, Oleksandr Tkachenko, annuncia inoltre che il ponte pedonale sul Volodymyrsky Uzviz all’Arco della Libertà è stato colpito e pesantemente danneggiato. Il presidente Zelensky, a proposito di questi ultimi attacchi, ha aggiunto: “La mattina è difficile. Decine di missili, Shahid iraniani. L’obiettivo sono le strutture energetiche del Paese. Nelle regioni di Kiev e Khmelnytsky, Leopoli e Dnipro, Vinnytsia, regioni di Frankiv, Zaporizhzhia, Sumy, Kharkiv, Zhytormyr, Kirovohrad, il Sud. Vogliono panico e caos, vogliono distruggere il nostro sistema energetico. Il secondo obiettivo sono le persone: l’ora e i luoghi degli attacchi sono stati scelti per causare il maggior danno possibile. Ma l’Ucraina era qui prima che apparisse il nemico, sarà qui dopo di lui.”