Governo, il totoministri: si dibatte per l’Economia dopo il no di Panetta

"Nel governo ci saranno tecnici d'area, personalità che per la loro storia hanno scelto un campo. Ma questo sarà un governo politico", afferma Urso.

Giorgia Meloni - Foto di Ansa Foto
Giorgia Meloni – Foto di Ansa Foto

Presidenza delle Camere, ministeri con portafoglio, sottosegretari alla presidenza del Consiglio: l’idea di Giorgia Meloni è che mercoledì 11 ottobre, alla vigilia della prima riunione delle Camere, possa essere pronta la mappa del nuovo governo.

Le trattative sono in corso ma la leader di Fratelli d’Italia, nonché premier in pectore, avrebbe cominciato ad irritarsi. Il pensiero che filtra dal partito è che gli alleati non troveranno presto un accordo, sceglierà lei i ministri.

Intanto sarà Mario Draghi a partecipare al Consiglio europeo per mettere a punto il regolamento energetico, quindi il giorno del via ai lavori del Governo verrà dopo il 21 ottobre.

Urso: “Ci saranno tecnici ma sarà un governo politico”

Nel governo ci saranno tecnici d’area, personalità che per la loro storia hanno scelto un campo. Ma questo sarà un governo politico”. Così, al Corriere della Sera Adolfo Urso di Fratelli d’Italia, aggiungendo che “si profila come quello che nella nostra storia della Repubblica avrà la più ampia maggioranza parlamentare, il primo governo politico dopo undici anni”. 

Non ci saranno vicepremier

Per quanto riguarda i vicepremier, pare che Giorgia Meloni non ne voglia.

Il buco nero per l’Economia

Il primo nodo da sciogliere riguarda il Ministero dell’Economia. La leader del centrodestra starebbe pensando ad alcune figure tecniche di primo piano, come l’ex direttore di Bankitalia Fabio Panetta e quello del presidente della divisione Imi di Banca Intesa Gaetano Miccichè. Il primo però ha rifiutato, quindi sarebbe già stato sostituito dal nome di Dario Scannapieco.

Se invece dovesse prevalere la linea di scegliere una figura politica, non è escluso che a Matteo Salvini possa essere proposto il nome di Giancarlo Giorgetti, che oggi è allo Sviluppo economico. Per la Lega questo sarebbe il Ministero di primo piano richiesto.

La presidenza delle Camere

Il nome del Ministero dello Sviluppo però, ricorre anche per la presidenza della Camera, e che diventerebbe fondamentale se Salvini rinunciasse alla presidenza del Senato (il cui nome è Roberto Calderoli). Finora però, per la seconda carica dello Stato sembra più certo il nome di Ignazio La Russa.

Se alla Lega spettasse la presidenza della Camera, i nomi sarebbero Giancarlo Giorgetti appunto, ma anche Riccardo Molinari. Entrambi, scrive il Corriere, manifestano distanza dalla questione.

La Lega spinge anche per Roberto Calderoli alla presidenza del Senato. Dalla scelta di quest’ultima dipende anche quella della Camera, dove sarebbero in ballo Francesco Sisto (proposto da Berlusconi) e Maria Elisabetta Casellati (proposta da Meloni).

Il Ministero dell’Interno

Un altro nodo da sciogliere riguarda il Viminale. Salvini negli ultimi giorni ha affermato che la Lega “non ha pretese né punta i piedi”. Tra i nomi del Carroccio per il Ministero dell’Interno, c’è il prefetto di Roma Patteo Piantedosi, già capo di gabinetto al Viminale con Salvini.

Le Infrastrutture alla Lega?

Meloni avrebbe respinto l’ipotesi di dare a Salvini il Ministero dell’Interno e anche quella di dargli l’Agricoltura e l’incarico da vicepremier. Allora il leghista ha rilanciato con le Infrastrutture, da cui dipende la Guardia Costiera. In questo modo, se la leader di FdI accettasse, darebbe il controllo dell’immigrazione alla Lega.

Le quote rosa

Non è da sottovalutare nemmeno la presenza delle quote rosa, che potrebbe cambiare l’equilibrio della situazione. Secondo fonti interne a FdI infatti, Meloni non avrebbe intenzione di scendere sotto la soglia di sette donne del Governo Draghi. La Lega, a questo proposito, ha una rosa di nomi: Giulia Bongiorno, Vannia Gava, Erika Stefani, Lucia Borgonzoni e Alessandra Locatelli. 

Giustizia, Esteri e Transizione economica

Altra incognita riguarda il Ministero della Giustizia. Tra i nomi, Giulia Bongiorno, ma il primo nome continua ad essere quello dell’ex procuratore Carlo Nordio. Meno problematici appaiono gli Esteri, che dovrebbe andare al forzista Antonio Tajani. Mentre quello della Transazione Economica potrebbe andare a Guido Crosetto.

L’incognita Licia Ronzulli

Silvio Berlusconi pretende in squadra anche Licia Ronzulli. Meloni ha già spiegato che non potrà garantirgli uno dei ministeri immaginati dal Cav per lei, cioè l’Istruzione, l’Agricoltura o la Sanità, dove sono ipotizzati Guido Bertolaso e Rocco Bellantone (preside della Facoltà di Medicina del Gemelli).

Lupi ai Rapporti con il Parlamento

Meloni è disposta ad assegnare a Ronzulli un ministero di secondo piano o un viceministero. E avrebbe intenzione di mettere in squadra Maurizio Lupi ai Rapporti con il Parlamento.