L’esplosione che ha distrutto il Ponte Kerch verso la Crimea sarebbe opera dei servizi segreti ucraini, foraggiati dai Paesi europei. In particolare dalla Bulgaria. Questa la conclusione cui sono giunti i servizi segreti russi, che puntano così il dito su uno dei Paesi Nato come artefice della fornitura di esplosivi all’Ucraina. Il Ponte Kerch è un’infrastruttura chiave per la Federazione Russa, indispensabile per raggiungere la Penisola di Crimea. Lungo 19 chilometri, è costato circa 3,5 miliardi di dollari.

Crimea, esplosione sul ponte Kerch

La tesi più accreditata come causa dell’esplosione, anche dagli 007 russi, è quella del camion bomba. Esclusa quindi l’ipotesi di un drone marino, di un missile o di cariche esplosive poste già sulle strutture portanti del ponte. Cittadini russi e stranieri sono coinvolti nell’attacco terroristico sul ponte di Crimea e hanno assistito alla preparazione dell’attacco terroristico», ha detto il presidente del Comitato investigativo, Alexander Bastrykin. Annunciando che le indagini verranno ora affidate agli 007 dell’Fsb e al Ministero dell’Interno. “Abbiamo già stabilito il percorso del camion dove è avvenuta l’esplosione – ha continuato Bastrykin – è passato da Bulgaria, Georgia, Armenia, Ossezia del Nord, Krasnodar. I vettori sono stati identificati. Con l’aiuto degli ufficiali operativi dell’FSB siamo riusciti a identificare i sospetti di tra coloro che avrebbero potuto preparare un attacco terroristico.”

Crimea, esplosione sul ponte Kerch: il percorso del camion

Secondo i servizi segreti russi, la proprietà del camion bomba risalirebbe al 25enne Samir Yusubov. Quest’ultimo, in un video circolato nelle ore successive l’attentato, ha spiegato che il mezzo era in quel momento nella disponibilità dello zio, il 52enne Mahir Yusubov. Il canale Telegram Mash, considerato vicino ai servizi segreti russi, ha fornito poi una ricostruzione del percorso effettuato dal camion per raggiungere il Ponte Kerch. Secondo questo racconto a settembre il camion era a Krasnodar, il 22 è stato controllato dalla polizia stradale a Tsukerova Balka. Il camion ha viaggiato da Rostov sul Don a Krasnodar.

Da lì ha attraversato i distretti di Krasnoarmeisky, Slavinsky e Temryuksky, dove è stato inquadrato dalle telecamere per cinque volte. Il 7 ottobre si trovava nelle regioni di Kanevsky e Poltava. Poi un buio di sei ore. La mattina dell’8 ottobre prima è passato per il villaggio di Strelka e poi è finito sul ponte. Mahir Yusubov, secondo questa ricostruzione, non si è messo in contatto nei due giorni precedenti con i suoi parenti.