La scarcerazione di Roberto Spada ha riacceso di nuovo i riflettori su Ostia, quartiere del X Municipio di Roma, dove lo stesso Spada si è reso protagonista della famosa testata del 2017 al giornalista Daniele Pervicenzi, il cui video fece il giro del web.

“Dimesso per espiazione della pena”, come riporta Repubblica. Ma al momento su Spada pendono altri procedimento giudiziali: per fare un esempio, la Corte d’Assise d’Appello dovrà dare il proprio pronunciamento sull’imputazione per associazione mafiosa.

“Non è che con la carcerazione di Roberto Spada è finita la mafia sul territorio – ha commentato a iNews24 la presidente dell’ANPI Elio Farina, Stefania Galimberti -. Se tu vai comunque in quel quadrante, i ragazzi che fanno le sentinelle a 100 euro a giornata li trovi comunque anche se la famiglia Spada è incarcerata”.

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Scarcerazione Spada, l’ANPI: “Fuochi d’artificio? Come mai è stato permesso?”

“È una famiglia che sul territorio ha una certa padronanza”, per questo le famiglie “hanno paura”, secondo Galimberti, che lascia intendere come la mafia non sia mai stata debellata completamente da Ostia.

Ciò che deve far riflettere invece, secondo la presidente dell’ANPI locale, sono i 15 minuti di fuochi d’artificio non autorizzati (in base a quanto riportato da Repubblica) per il ritorno di Roberto Spada dopo la scarcerazione: “Sorge la domanda su come mai le istituzioni hanno potuto permettere una cosa di questo genere”.

Questa notizia per noi deve essere un monito e soprattutto anche una spinta a dover continuare le attività che facciamo sempre, come la difesa dei valori costituzionali”, afferma Marco Severa, membro del direttivo ANPI Elio Farina, che poi aggiunge: “Questo è un municipio che negli anni è stato identificato come un quartiere mafioso, ma non è vero, c’è tanta bellezza”.

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