“Donna, vita, libertà” è lo slogan che ha accompagnato il corteo di protesta in piazza del Campidoglio, a Roma, per protestare contro il regime degli ayatollah in Iran. Nelle ultime settimana proprio nel Paese iraniano si sono intensificati movimenti contrari a tale classe politica, un regime che, seconda una delle donne presenti nella piazza capitolina, non è nuovo in quanto a violazione dei diritti umani, ma anzi parliamo di “decenni” di abusi.

Al sit-in hanno presenziato anche alcuni consiglieri capitolini, come la presidente dell’Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, la presidente della commissione Pari Opportunità, Michela Cicculli e l’assessora alle Pari Opportunità, Monica Lucarelli, interrompendo i lavori dell’Assemblea capitolina in Aula Giulio Cesare. Quest’ultima ha colto l’occasione per ricordare un alto fatto di cronaca che riguarda l’Italia molto da vicino: “Non nascondiamo la nostra preoccupazione per la nostra connazionale e concittadina Alessia Piperno“.

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Cosa sta succedendo in Iran?

Ma come mai nelle ultime settimane nelle cronache nazionali e internazionali si parla approfonditamente di Iran? Le prime contestazioni di piazza all’interno del Paese asiatico sono state registrate il 16 settembre 2022, a seguito della morte di Masha Amini, avvenuta in circostanze misteriose.

La 22enne di minoranza curda infatti si trovava a Teheran con la famiglia, quando è stata arrestata e portata in una stazione di polizia locale con l’accusa di indossare male l’hijab, cioè il velo. Da quell’edificio però non uscirà mai, se non con un’ambulanza che la trasferirà in un ospedale del posto dove, dopo 2 giorni di coma, morirà.

La versione delle Forze dell’Ordine locali parla di un malore improvviso, ma la famiglia ha più volte contrastato questa ipotesi, così come la comunità iraniana che ha raccolto questa vicenda per accendere svariate proteste contro l’attuale classe politica. Una classe politica che aveva già fatto parlare di sé lo scorso 15 agosto, quando il presidente Ebrahim Raisi firmò un decreto con altre regole e prescrizione per il codice dell’abbigliamento femminile.

Addirittura le prime tensioni furono registrate durante i funerali delle 22enne, con scontri tra manifestanti e polizia che allargarono l’esigenza di aumentare i cortei di protesta, i quali uscirono da Teheran e contagiarono altre città iraniane.

Quali sono i motivi delle proteste in Iran?

Sicuramente la tragica vicenda di Amini è una delle cause fondamentali dietro la sollevazione popolare iraniana, ma non l’unica. Più che altro, la morte della 22enne curda è stata l’occasione per alcune fasce di popolazione locale di sollevare a gran voce le proprie contestazioni contro l’attuale regime.

In realtà però dobbiamo considerare anche un altro fattore: da diverso tempo in Iran imperversa una crisi socio-economica profonda e radicata, causata principalmente dalle alte percentuali di inflazione e disoccupazione, che hanno decretato una vera e propria crisi nel sistema.

Oltretutto, storicamente parlando, l’Iran è stato spesso al centro di cronache di proteste anti-governative, non è la prima volta che ciò accade. A cambiare stavolta è la risonanza mediatica, in quanto la morte di Amini ha coinvolto anche l’attenzione dei paesi europei.

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E ora cosa succederà all’Iran?

È molto difficile prevedere quale sarà il futuro dell’Iran e come – e se – le proteste finiranno senza altri spargimenti di sangue. Se volessimo realizzare una stima figurativa di quanto potrebbe accadere, bisognerebbe tenere in conto della cultura locale: difficilmente infatti saranno cambiate le impostazioni del regime, mentre è più probabile che molte leggi islamiche sul velo vengano alleggerite. Ma per ora queste sono solamente ipotesi.