Direzione Pd, Letta: “Simbolo resti così com’è” e “non serve un X-Factor sui nomi”

Le poche donne Pd elette sono "il fallimento della nostra rappresentanza", aggiunge il segretario Dem, che ha annunciato le dimissioni dopo le elezioni.

Direzione nazionale del Pd - Foto di Ansa Foto
Direzione nazionale del Pd – Foto di Ansa Foto

Il simbolo del Pd deve restare così com’è, “perché racconta il servizio all’Italia”. Sono le parole del segretario Enrico Letta nel giorno della direzione nazionale del partito, in corso al Nazareno.

Oggi, giovedì 6 ottobre, è il giorno dell’inizio della resa dei conti per i Dem, in cui comincia ufficialmente il mea culpa per l’esito delle elezioni politiche 2022, che si sono concluse con la vittoria schiacciante del centrodestra e in particolare di Fratelli d’Italia.

All’indomani del voto, Enrico Letta, frontrunner della campagna elettorale, aveva annunciato le sue dimissioni dalla segreteria del Partito democratico e oggi la direzione nazionale si avvia al congresso e va verso il cambiamento.

E mentre si pensa alle candidature alla prossima segreteria Dem, Letta ha affermato che il processo verso la rottamazione del partito dovrà essere lungo, ma non lunghissimo, annunciando che lui accompagnerà il Pd verso il nuovo corso.

“Non serve un X-Factor sui nomi”

Il congresso infatti, come spiega, deve avere “tempi giusti, non deve essere un X-Factor sul miglior segretario da fare in quaranta giorni, ma nemmeno un congresso che rinvia alle calende greche. Vorrei che il nuovo gruppo dirigente fosse in campo con l’inizio della nuova primavera. Abbiamo bisogno di partire da marzo con una scelta significativa”.

Congresso Pd, Letta: “Una donna giovane dovrà sfidare Meloni”

Ringrazio quanti mi hanno chiesto un impegno di più lungo periodo ma lo riterrei un errore per voi e per il partito: iniziato la mia militanza da giovane, sono stato ministro nel ’98 ed è giusto che il nostro partito metta in campo una classe dirigente più giovane in grado di sfidare il governo di Giorgia Meloni, una donna giovane”. Una donna, sottolinea, potrebbe essere la nuova leader dei Democratici.

“Le poche donne elette sono il fallimento della nostra rappresentanza”

Allo stesso modo, Letta dichiara che le poche donne Pd elette sono “il fallimento della nostra rappresentanza. È chiaro ed evidente, non ho molto da aggiungere, e rappresenta il senso di un partito che non ha compiuto il salto in avanti necessario”. 

Ma adesso è tempo di guardare avanti: “Non è possibile tornare indietro rispetto alla necessità di avere dei capi dei gruppi parlamentari di rappresentanza femminile. Dall’altra parte ci sarà la prima donna premier del Paese e su questo punto dovremo essere credibili”.