Prof ucciso a Melito, oggi i funerali, il sindaco: “Lo Stato ci aiuti o getto la spugna”

"A Melito non esistono le condizioni per andare avanti", continua il primo cittadino. 

Marcello Toscano - Foto di Ansa Foto
Marcello Toscano – Foto di Ansa Foto

Si terranno oggi, martedì 4 ottobre, i funerali di Marcello Toscano, il professore di sessantaquattro anni che è stato ucciso nella scuola Marino Guarano di Melito di Napoli, dove insegnava.

L’autopsia al corpo della vittima è stata eseguita ieri dal medico legale incaricato dalla Procura Napoli Nord e i risultati saranno noti, come da prassi, entro sessanta giorni. I carabinieri hanno ispezionato nuovamente l’istituto, concentrandosi sull’armadietto del principale sospettato, il collaboratore scolastico Giuseppe Porcelli.

Il presunto assassino si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’udienza di convalida del fermo di polizia che ha avuto esito positivo. L’uomo è stato portato al carcere di Poggioreale ed è indagato per omicidio volontario.

Prof ucciso a Melito: il presunto movente

Secondo le ricostruzioni preliminari degli inquirenti, il movente dell’omicidio potrebbe essere di natura economica. Marcello Toscano avrebbe prestato dei soldi a Giuseppe Porcelli e con tempo tra i due i rapporti si sarebbero deteriorati.

Gli indizi contro il collaboratore scolastico

Il collaboratore scolastico è stato arrestato perché i carabinieri, che indagano sulla vicenda, hanno trovato tracce di sangue sui suoi vestiti durante una perquisizione. Altri elementi rilevanti sono arrivati dai filmati delle telecamere di videosorveglianza, che inquadrano i due allontanarsi insieme e Porcelli tornare da solo.

La protesta dei genitori e le parole del sindaco: “Aiutateci o mi dimetto”

Ieri, lunedì 3 ottobre, alla scuola media Marino Guarano studenti e genitori sono scesi in piazza a manifestare per chiedere alle istituzioni più sicurezza a Melito e soprattutto nell’istituto scolastico. Anche il sindaco Luciano Mottola lancia un appello alle istituzioni: “Lo Stato ci aiuti, oppure getto la spugna”. 

Non lasceremo soli questi bambini, sarebbe il reale fallimento di chi rappresenta le istituzioni. A Melito non esistono le condizioni per andare avanti”, continua il primo cittadino.