Il caro bollette non dà tregua ai cittadini italiani. A Napoli, il sindacato Usb organizza -assieme a precari e pensionati – un presidio di protesta sotto la sede della Cassa Depositi e Prestiti. I manifestanti denunciano come l’ente sia azionista di maggioranza dell’Eni, della quale sottolineano gli extra-profitti maturati in questo periodo. Una trentina i partecipanti al sit-in che hanno bruciato, simbolicamente, una bolletta in strada. Accendino alla mano, hanno dato fuoco al foglio dove era stampata la cifra da corrispondere alle società fornitrici dell’energia.

caro bollette, protesta a Napoli
Bollette bruciate in piazza a Napoli

Manifestazioni simili, organizzate sempre dalla sigla Usb, si sono susseguite in tutta Italia. A Napoli i pensionati denunciano che non si può far fronte a simili costi con una pensione da 500 o 600 Euro al mese. Un pensionato, davanti alle telecamere, fa notare come la sua bollette arrivi a sfiorare i duecento Euro, contro gli ottanta pagati l’anno prima. “Siamo arrivati al punto in cui o paghiamo le bollette o mangiamo – denunciano i manifestanti – noi vogliamo vivere, dare un’istruzione ai nostri figli. Con questi costi è praticamente impossibile.” I manifestanti, con bandiere e magliette dell’Usb, srotolano un grande striscione in cui chiedono di mettere fine all’invio di armi in Ucraina e invitano il governo ad affrontare il problema del caro bollette.

Caro bollette, manifestanti a Napoli: “La rateizzazione non è la soluzione”

“La rateizzazione delle bollette non è una soluzione – continuano i manifestanti – bisogna mettere fine a questa speculazione e far tornare, quanto prima, le cose a posto. Dietro questa guerra tra Russia e Ucraina si nasconde una speculazione sui costi del gas che va avanti da gennaio. Da prima, quindi, che iniziassero le ostilità.” I partecipanti al sit-in lasciano le bollette bruciate in strada, con le ceneri che si spargono sui marciapiedi. Sulla bolletta dell’energia campeggia, semi-incendiato, un costo enorme: 300 Euro. Cifre che pensionati e precari non potranno sostenere ancora per molto.