Elezioni, il voto utile non viene accolto: quale futuro per il Pd?

La presidente dei senatori Dem accusa: "Conte non si chiede come si è comportato il 20 luglio quando ha mandato a casa Draghi. Sarebbe stata un'altra storia".

Enrico Letta - Foto di Ansa Foto
Enrico Letta – Foto di Ansa Foto

Lo spoglio è ancora in corso ma manca poco e il risultato delle elezioni è già definito: il centrodestra ha stravinto le elezioni attestandosi intorno al 26%, Fratelli d’Italia è il primo partito italiano. Il centrosinistra non raggiunge il 30%, il Pd non è arrivato alla soglia del 20%, mentre il terzo partito italiano è il Movimento 5 Stelle con il 15% delle preferenze e conferma la sua presenza al Sud.

Letta verso le dimissioni da segretario?

Da ieri il Pd è riunito al Nazareno e non ha ancora commentato il risultato delle elezioni. Questa mattina Enrico Letta terrà una conferenza stampa sul voto. Ma stando ai rumors, all’interno del partito c’è molto malcontento, e qualcuno non esclude le possibili dimissioni del segretario.

Nella sede del Pd ci sono anche le capigruppo Deborah Serracchiani e Simona Malpezzi, il coordinatore della segreteria Marco Meloni e il tesoriere Walter Verini. La presidente dei senatori Dem ha riconosciuto la sconfitta e ammesso che “è come se la nostra proposta non sia stata accolta”, ed accusa Giuseppe Conte e il leader del Terzo Polo Carlo Calenda: “Conte non si chiede come si è comportato il 20 luglio quando ha mandato a casa Draghi. Sarebbe stata un’altra storia. Calenda ottiene un 7% che ha aiutato il centrodestra a portare a casa il risultato, una destra trazione Meloni”. 

Calenda ammette: “L’obiettivo di andare avanti con Draghi non è stato raggiunto”

Resa sei conti anche in Azione-Italia Viva, dove Calenda ammette che il risultato della sua lista non è stato soddisfacente: “L’obiettivo di fermare la destra e andare avanti con Draghi non è stato raggiunto. Gli italiani hanno scelto di dare una solida maggioranza alla destra sovranista. Consideriamo questa prospettiva pericolosa e incerta. Vedremo se la Meloni sarà capace di governare”. 

I primi a prendere la parola dopo le elezioni sono stati Giorgia Meloni e Giuseppe Conte.

Meloni: “Governeremo per tutti”

Se saremo chiamati a governare la Nazione lo faremo per tutti, per unire un popolo esaltando ciò che unisce piuttosto ciò che divide, dando agli italiano l’orgoglio di sventolare il Tricolore”, sono state le prime parole di Giorgia Meloni, all’Hotel Parco dei Principi, dove i militanti del partito erano riuniti.

Conte: “Ci davano in picchiata, ma siamo il terzo partito”

Tutti ci davano in picchiata e la rimonta è stata significativa: siamo la terza forza politica e quindi abbiamo una grande responsabilità. Il centrodestra sarà maggioranza nel Parlamento ma non nel Paese. È il risultato di questa legge elettorale. Inizieremo subito una battaglia per superare questa legge elettorale”. Queste invece, le prime dichiarazioni di Giuseppe Conte dalla sede del Movimento.