Elezioni, Calenda: “Sovranisti hanno una maggioranza solida: prospettiva pericolosa”

Su Giorgia Meloni, Calenda ha affermato: "Vedremo se sarà in grado di governare", mentre ha definito il Pd "frutto di mancata chiarezza". 

Carlo Calenda - Foto di Ansa Foto
Carlo Calenda – Foto di Ansa Foto

Gli italiani hanno scelto di dare una solida maggioranza alla destra sovranista. Consideriamo questa prospettiva pericolosa e incerta. Vedremo se Meloni sarà capace di governare: noi faremo un’opposizione dura ma costruttiva”. Così Carlo Calenda durante la conferenza stampa che si è tenuta al comitato elettorale del Terzo polo all’Hotel Mediterraneo di via Cavour.

Se prendete i dati generali, abbiamo un Paese che per la maggior parte non ha dato fiducia a Draghi o che l’ha tolta. Partiti che hanno promesso sussidi e bonus di tutti i tipi. È un dato molto importante, perché noi abbiamo detto: “C’è un’alternativa non populista”. E il Paese ha consapevolmente deciso di continuare col populismo”. Insieme con Calenda, al comitato elettorale c’erano Mariastella Gelmini, Elena Bonetti, Mara Carfagna e Ettore Rosato. 

Calenda: “Dinamica porta a votare chi urla di più”

Il Paese ha consapevolmente scelto di andare avanti sulla strada del populismo. C’è un paradosso, perché il 50% degli italiani dichiara di apprezzare l’operato di Draghi. C’è da riflettere sul fatto che apprezziamo Draghi e Mattarella e poi la maggioranza vota politici che rappresentano il modo opposto di fare politica. L’elettore è re in democrazia, ma questa dinamica porta a votare chi urla di più, come fosse il televoto. È quello che ha fatto declinare l’Italia. È un rischio con la recessione della guerra”. 

La nostra è una battaglia a questo modo di fare politica”, ha aggiunto. “Nelle prossime ore dovremo costruire un polo del buon governo, del pragmatismo e della serietà. Con il 7,8% artiamo da basi solide. Continueremo a lavorare nelle prossime settimane”. 

Su Giorgia Meloni, Calenda ha affermato: “Vedremo se sarà in grado di governare”, mentre ha definito il Pd “frutto di mancata chiarezza”.