Elezioni, Italia al voto: come funziona la legge elettorale Rosatellum

Non è possibile il voto disgiunto: cioè non si può votare un partito e il candidato al collegio uninominale di un altro partito. 

Urne aperte, Italia al voto per le elezioni politiche 2022 - Foto di Ansa Foto
Urne aperte, Italia al voto per le elezioni politiche 2022 – Foto di Ansa Foto

Italia al voto per le elezioni politiche 2022: oggi, 25 settembre, è il giorno in cui la parola passa ai cittadini. I seggi sono aperti dalle 7 alle 23.

Quasi 51 milioni di italiani avranno il diritto di recarsi alle urne. Di questi 4,7 milioni hanno votato dall’estero. Il 51% sono donne, mentre 2,6 milioni di maggiorenni voteranno per la prima volta al Senato.

Il numero dei parlamentari eletti sarà ridotto, come conseguenza delle modifiche introdotte dal referendum sul taglio dei numeri dei parlamentari, voluta dal Movimento 5 Stelle. Alla Camera 400 deputati invece che 630, mentre al Senato 200 senatori, rispetto agli attuali 315.

Come funziona il Rosatellum

La legge elettorale che regolerà la formazione del nuovo Parlamento si chiama Rosatellum, risale al 2017. Prende il nome da Ettore Rosato, il principale sostenitore, che oggi fa parte di Italia Viva, mentre all’epoca era capogruppo del Pd alla Camera.

Il Rosatellum prevede un sistema misto, in parte maggioritario, in parte proporzionale. Un terzo dei seggi tra Camera e Senato viene eletto in collegi uninominali, tramite un sistema maggioritario. In pratica ottiene il seggio il candidato con più voti, anche solo uno rispetto al secondo classificato. Gli altri due terzi sono divisi tra i partiti, rispettando le percentuali dei risultati ottenuti alle elezioni, tramite un sistema proporzionale.

Elezioni, Italia al voto: non è possibile esprimere preferenze

Non è possibile esprimere preferenze. Sulle due schede, una per il Senato e una per la Camera, accanto a ciascun simbolo dei partiti ci sono i nomi dei candidati indicati dal partito stesso. L’elezione scatta in base alla posizione dei candidati al Parlamento. Il voto vale sia per la lista sia per l’uninominale collegato.

Non è possibile il voto disgiunto

Non è possibile il voto disgiunto: cioè non si può votare un partito e il candidato al collegio uninominale di un altro partito.

La soglia di sbarramento

Per entrare in Parlamento è prevista una soglia di sbarramento per la lista, del 3% dei voti. La soglia di sbarramento per le coalizioni è invece del 10%. Se un partito ottiene almeno l’1% ma non raggiunge il 3%, i voti saranno divisi tra gli altri della coalizioni. Se un partito non arriva all’1%, i suoi voti andranno persi.

I partiti devono rispettare la norma della parità di genere. Nelle liste e nei collegi i candidati dello stesso genere non possono superare il 60%.