Elezioni, ultimo appuntamento del Terzo polo al Gianicolo: “Terremo Draghi alla guida”

Renzi e Calenda escludono che il terzo polo possa fare da stampella a eventuali governi di centrodestra e centrosinistra: "Né con Frantoianni né con Meloni".

Carlo Calenda, Ettore Rosato, Mara Carfagna, Matteo Renzi - Foto di Ansa Foto
Carlo Calenda, Ettore Rosato, Mara Carfagna, Matteo Renzi – Foto di Ansa Foto

L’obiettivi di Carlo Calenda e Matteo Renzi resta quello di far restare Mario Draghi alla presidenza del Consiglio, anche se lui ha più volte affermato di voler tornare a casa. I due leader ritengono che sarà il risultato elettorale a “costringere” il premier dimissionario a restare al suo posto. Il terzo polo avrà occasione di ribadire la propria posizione questa sera, venerdì 23 settembre, al Gianicolo, dove chiuderà la sua campagna elettorale.

Con un buon risultato terremo Mario Draghi alla guida” dell’Italia, ha dichiarato il leader del terzo polo, che aggiunge che l’obiettivo è possibile “con un governo di larga coalizione”, frutto dell’insuccesso del centrodestra e del centrosinistra.

Matteo Renzi è d’accordo con lui: “Se il centrodestra non vince vuol dire che siamo all’ennesimo stallo e serve un governo istituzionale”. A quel punto Draghi dovrebbe restare anche se non vuole. “Draghi dice no ai giornalisti ma quando glielo chiederà il presidente della Repubblica sarà diverso”, ritiene il leader di Italia Viva.

Renzi: “La destra non è una garanzia per le alleanze internazionali”

La proposta di un governo delle larghe intese con a capo Mario Draghi da parte di Azione-Italia Viva, parte dalla situazione internazionale: “Abbiamo una certezza: il governo Meloni-Berlusconi-Salvini non è una garanzia per le alleanze internazionali. L’unica garanzia di fedeltà ai nostri alleati e ai valori dell’Occidente è andare avanti con Mario Draghi”, ha dichiarato Calenda.

Terzo polo: al governo “né con Meloni né con Frantoianni” ma non esclude larghe intese

Entrambi i leader escludono che il Terzo polo possa fare da stampella per far nascere un governo di centrodestra o di centrosinistra se alle coalizioni dovessero mancare seggi in Parlamento: “Né con Meloni né con Frantoianni”. 

Investire ogni euro di spesa su scuola e sanità. Con particolare attenzione a quelle parti dell’Italia dove l’emergenza educativa è diventata un’emergenza democratica”, è il programma del Terzo polo, come spiega Calenda.

Scuola: “Risolvere skill mismatch”

L’Istruzione è importante perché “in Italia abbiamo un grande problema di skill mismatch”, ovvero ia mancanza di competenze dei ragazzi che escono dalla scuola rispetto a quelle che servono alle aziende. “In primo luogo bisogna portare la scuola dell’obbligo a 18 anni, estendere a tempo pieno tutte le scuole primarie e istituire delle aree di crisi complessa in cui inviare i migliori insegnanti”. 

Altro tema, la sanità. Secondo Calenda, vanno investiti “circa 33 miliardi di euro per arrivare a un rapporto spesa/Pil simile a quello dei grandi Paesi europei”.