“Un disastro vero”, lutto tremendo a Sanremo: il ricordo di un ex vincitore

“Un disastro vero”, lutto tremendo a Sanremo: il ricordo di un ex vincitore. Una scomparsa che ha sconvolto veramente tutti

E’ stato uno dei perni dei Pooh, tra le band più famose di sempre in Italia. Stefano D’Orazio ha lasciato un vuoto incolmabile e la moglie Tiziana Giardoni ha voluto svelare alcuni particolari.

Sanremo
Amadeus (Via Ansa Foto)

Sono stati tra i più grandi interpreti della musica italiana. A Sanremo ottennero un successo incontestabile con la magnifica canzone “Uomini soli“. I Pooh hanno attraversato almeno tre generazioni di fan, mantenendo sempre intatto il loro fascino. La risposta nostrana alla “Beat Generation” ha toccato il suo apice dopo l’addio di Riccardo Fogli, con la formazione storica composta da Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Stefano D’Orazio. Quest’ultimo ha ricoperto il ruolo di batterista a partire dal 1971, subentrando a Valerio Negrini. La sua scomparsa nel 2020 ha colpito in modo significativo tutto il pubblico. Oggi, durante la trasmissione di Rai Uno “Storie Italiane”, la conduttrice Eleonora Daniele ha ospitato la moglie di D’Orazio, ovvero la signora Tiziana Giardoni. Assieme a Roby Facchinetti, Red Canzian e Riccardo Fogli, hanno voluto dedicare alcune bellissime parole al loro compagno ed amico. La consorte ha dichiarato: “Stefano aveva una potenza quando suonava la batteria. Aveva una bellezza nei movimenti e nella gestualità che era un qualcosa di impressionante. Quando lo vedevo sul palco per me era un mito. Mi piaceva guardarlo e questo l’ho riscontrato in tante persone che me l’hanno detto”.

Storie Italiane ricorda Stefano D’Orazio: il pensiero di chi lo conosceva bene

Pooh
Stefano D’Orazio con i Pooh (AnsaFoto)

Tiziana Giardoni ha poi aggiunto: “Faccio ancora molta fatica a guardare le immagini di quello che è stato un disastro vero per me e Stefano. Erano anche momenti terribili, si viveva da soli e io ho vissuto, nonostante la vicinanza dei miei amici Pooh, quel frangente in solitudine. Avevo bisogno di abbracci, di forza, di qualcuno che mi stringesse. Non ho potuto avere nemmeno questo in quel periodo. A causa della pandemia, nessuno poteva starmi vicino. Ho vissuto un doppio dolore. Sto cercando in tutti i modi di non ricordare e di trovare la forza di far rivivere quello che Stefano è stato”. 

Anche Red Canzian è dello stesso avviso: “Stefano era una vera potenza sia come energia che come pensiero. Era molto concentrato sui progetti e sui suoi sogni. Vedendo come lavorava Valerio Negrini, iniziò a scrivere i testi a sua volta e ritengo che lui sia diventato un grandissimo autore. È stato il testimone della mia storia d’amore con mia moglie Bea, faceva salire mio figlio Phil Mer da bambino sulla batteria e gli regalava le bacchette: ora grazie allo zio Stefano è diventato uno dei batteristi più grandi d’Italia. Non mi sono ancora convinto che non ci sia”.