L’Iran protesta ancora per la morte di Mahsa: bloccati Instagram e Whatsapp

La polizia ha diffuso in video per dimostrare che Mahsa non è stata aggredita mentre si trovava in custodia.

Proteste per Mahsa Amini - Foto di Ansa Foto
Proteste per Mahsa Amini – Foto di Ansa Foto

Le proteste nelle piazze iraniane continuano per la memoria di Mahsa Amini, la ventiduenne morta dopo essere stata arrestata dalla polizia morale di Teheran perché aveva indossato il velo islamico in modo scorretto.

La polizia sta reprimendo le manifestazioni con le violenze e il numero delle vittime degli oppositori al regime di aggrava sempre più. Secondo un bilancio ufficiale, i morti sono almeno nove, tra cui un ragazzo di sedici anni. Ma per i manifestanti il numero è più alto.

Oltre che nelle piazze, la protesta è diventata virale sui social: in questi giorni molte donne hanno pubblicato video di protesta in cui tolgono il velo e si tagliano i capelli. Alla challenge si sono aggiunte molte personalità di spicco del mondo dello sport e del cinema. Ed è per questo che le autorità hanno deciso di limitare l’accesso a Instagram e Whatsapp.

Lo ha reso noto NetBloks, sottolineando che si tratta della maggiore restrizione ai social media a livello nazionale dal 2019, quando l’accesso a internet è stato limitato durante le proteste per il carburante.

Le dichiarazioni del neurochirurgo in tv

Mahsa Amini era originaria del Kurdistan ed è morta in circostante sospette sulle quali si dovrà indagare. Con una coincidenza sospetta, ieri il dottore Masoud Shirvani, neurochirurgo membro del consiglio della Società di Neurochirurgia dell’Iran, in tv ha dichiarato che la ventiduenne è stata operata al cervello per la rimozione di un tumore a otto anni.

Amini non ha avuto ulteriori problemi al distretto cerebrale dopo l’intervento. Questo tipo di pazienti deve poi intraprendere trattamenti ormonali e Amini era in cura per questo problema sotto la supervisione di un endocrinologo“, ha aggiunto l’esperto.

La polizia si difende dalle accuse

Il tumore cerebrale che ha avuto in passato non può essere strettamente correlato alla sua morte, ma eventuali problemi ormonali, se associati a stress, potrebbero causare danni”. 

La polizia ha diffuso in video per dimostrare che Mahsa non è stata aggredita mentre si trovava in custodia. Il comandante della polizia Hossei Rahimi, ha dichiarato: “L’incidente è stato sfortunato per noi e speriamo che non accada mai più”, aggiungendo che la polizia ha fatto di tutto per tenere in vita la giovane.