Bonus 200 euro e Bonus 150 euro: tutto quello che serve per richiederli

Bonus 200 euro e Bonus 150 euro: tutto quello che serve per richiederli. Due forme di sostegno al reddito simili ma anche diverse

Sarà probabilmente uno degli ultimi provvedimenti del governo Draghi e sono milioni gli italiani che lo aspettano. Stiamo parlando del Bonus 150 euro una tantum, introdotto dal decreto Aiuti ter e che va ad affiancarsi al Bonus 200 euro perché rivolto alle stesse categorie di persone.

Bonus 200 euro (Pixabay)

Però è bene fare chiarezza perché si rischia di andare in confusione, visto che esiste una differenza importante nei tetti di reddito che permettono di accedere al beneficio. Cominciamo dal Bonus 200 euro, anche questo una tantum. I richiedenti devono essere residenti in Italia ed essere titolare di un contratto di lavoro o di trattamento pensionistico da previdenza obbligatoria. In alternativa, va bene anche la disoccupazione almeno dal mese di giugno. In più devono avere un reddito o contributi uguali o inferiori ai 35 mila euro lordi.

Il Bonus 200 euro è già arrivato a luglio a lavoratori dipendenti (pubblici che privati), ai pensionati e ai percettori di Reddito di cittadinanza. Nei prossimi giorni toccherà ad autonomi e professionisti a partita Iva, con un click day che secondo le ultime indiscrezioni dell’ANSA potrebbe essere fissato a lunedì 26 settembre.

I 200 euro infatti non sono corrisposti in automatico, ma solo dopo una domanda alla Cassa previdenziale delle singole categorie o all’INPS. In pratica un’autocertificazione dei requisiti, dichiarando di rientrare nei parametri previsti.

Bonus 200 euro e Bonus 150 euro: chi ne ha diritto e come presentare la domanda

Il Bonus 150 euro è simile ma allarga la platea perché il tetto del reddito che dà accesso all’aiuto scende a 20mila euro. A differenza del bonus 200 euro inoltre non bisogna dimostrare di aver beneficiato almeno una volta nei primi quattro mesi del 2022 dell’esonero contributivo.

Sono quindi considerati validi i lavoratori dipendenti con una retribuzione imponibile a novembre fino a 1.538 euro ma anche i pensionati, che lo riceveranno a novembre. Anche in questo caso basterà essere residenti in Italia, titolari di uno o più trattamenti pensionistici, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti. Oppure trattamenti di accompagnamento alla pensione, e di reddito personale assoggettabile ad Irpef non superiore per il 2021 a 20mila euro, al netto dei contributi.

Il bonus 150 euro però sarà disponibile anche per lavoratori domestici già beneficiari del bonus 200 euro che lo riceveranno senza domanda sempre a novembre direttamente dall’INPS. Sarà lo stesso anche per i disoccupati che a novembre percepiranno la Naspi e per coloro che nel 2022 che  hanno l’indennità di disoccupazione agricola di competenza del 2021

Invece per contratti di collaborazione, dottorandi e titolati di assegni di ricerca servirà la domanda. Non devono essere già titolari del bonus 200 euro, nemmeno essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie e avere un reddito fino a 20 mila euro. C’è il tetto di 20mila euro e devono dimostrare almeno 50 giornate lavorate nel 2021 per i lavoratori stagionali, a tempo e intermittenti, e per gli iscritti al Fondo pensione lavoratori spettacolo. Sarà automatico invece per gli stagionali del turismo, terme, spettacolo e sport che hanno già ottenuto l’indennità Covid.

Bonus 200 euro, ci pensa l’INPS (ANSA)

Arriverà in automatico anche alle famiglie con reddito di cittadinanza, ma solo se nel nucleo famigliare non ci sono beneficiari di altre indennità. Toccherà anche agli autonomi? Sì, sempre che rientrino del reddito di 20mila euro.