Il timore di un’escalation militare in Ucraina non è diffuso solo nel Paese guidato da Zelensky e in Occidente. Gli stessi cittadini russi, all’annuncio di Vladimir Putin sulla mobilitazione militare parziale, hanno cominciato a lasciare il Paese. In sintesi: l’annuncio del presidente della Federazione Russa prevede la chiamata alle armi per altri 300mila soldati, coinvolgendo i cittadini che fanno già parte delle riserve o che hanno esperienza nelle forze armate.

Non si tratta, quindi, di una mobilitazione generale. In tal caso, tutta la popolazione rispondente a requisiti minimi di arruolamento sarebbe stata chiamata al fronte ucraino. L’annuncio di Putin, però, segna comunque un’escalation nel conflitto russo-ucraino. Tanto che molti cittadini russi tentano di uscire dal Paese. Le scene che provengono dal confine con la Finlandia sono impressionanti. Oltre 35 chilometri di coda, che si allungano ora dopo ora, di automobili che cercano di raggiungere i confini del Paese scandinavo.

Putin annuncia la mobilitazione: posti esauriti sugli aerei di linea diretti dalla Russia all’estero

Stessa musica negli aeroporti. Nella mattinata di oggi erano già esauriti tutti i posti sui voli di linea diretti all’estero, a prescindere dalla destinazione. I cittadini russi che possono lasciare il Paese sono, tutt’ora, quelli provvisti di un visto Schengen che gli consenta di viaggiare e permanere nei Paesi aderenti all’accordo (compresi quelli dell’Unione Europea). La frontiera tra Finlandia e Russia è quindi stata presa letteralmente d’assalto da chi tenta di uscire dal Paese prima che la chiamata al fronte diventi effettiva.