Elezioni, Causin (Noi Moderati) a iNews24: “M5S mai con la destra? Stavolta non avranno nemmeno l’imbarazzo di doversi contraddire”

"Sullo scostamento bisogna essere cauti: i soldi dello Stato sono di tutti e non possiamo buttarli dalla finestra", dichiara.

Andrea Causin - Foto di Ansa Foto
Andrea Causin – Foto di Ansa Foto

Ai microfoni di iNews24, Andrea Causin, candidato al Senato del centrodestra nella lista Noi Moderati/Lupi – Toti – Bugnaro – Udc.

Cosa rappresenta il voto degli italiani al centrodestra per la politica estera?
Chiaramente se ci sarà un voto di preponderanza per Fratelli d’Italia – che ha espresso alcune criticità nei confronti dell’Europa – dalle urne emergerà un’istanza di riforma dell’Istituzione europea. Questo da un certo punto di vista può essere giustificabile, se si pensa al tema della politica estera o dei migranti. È meno giustificabile invece, perché se noi non avessimo avuto l’Europa in questi tre anni di pandemia, non avremmo potuto farcela economicamente. Gran parte dell’indebitamento e del Recovery Fund sono avvenuti perché l’Europa aveva la capacità di sostenere gli Stati Membri”;

Enrico Letta ha dichiarato che Meloni ha “dismesso la maschera del moderatismo” riferendosi alle posizioni assunte dalla leader di FdI nei confronti di Orbán e sull’endorsement a Vox. C’è un rischio democratico, secondo lei?
Su questo sono molto laico. Se l’Italia è un Paese così in crisi dal punto di vista economico, dell’indebitamento e dei conflitti sociali, vuol dire che la democrazia non funziona e non riesce a risolvere i problemi dei cittadini. Non c’è alcun rischio democratico, se pensiamo ai dettami costituzionali. Dalle urne emergerebbe la presenza del leader di un partito che avrà una forte affermazione, quindi l’incarico di formare un governo. Se il centrodestra avrà la maggioranza dei seggi in Parlamento, è molto probabile che Giorgia Meloni diventi presidente del Consiglio. Non ravviso alcun rischio per la democrazia. Sarebbe più rischioso se, di fronte alla vittoria netta di una coalizione e di un partito, ci fosse il tentativo di capovolgere il risultato: questo sì che metterebbe a rischio la democrazia”;

Il centrodestra ha idee differenti sullo scostamento di bilancio per affrontare il caro-bollette. È davvero diviso al suo interno, come emerge dal racconto di queste settimane?
Più che di divisione parlerei di sensibilità diverse. Se la pensassimo tutti allo stesso modo avremmo un partito unico. Questo accade anche in altre coalizioni. Ad esempio anche Renzi e Calenda, pur essendo in una lista elettorale unica, propongono soluzioni diverse sugli stessi temi. Su Orbán ieri il nostro leader Luigi Brugnaro ha dichiarato in modo molto netto che “non ci piace”, esprimendo una posizione diversa da quella di Giorgia Meloni sulle simpatie internazionali. Su queste sensibilità diverse, al termine delle elezioni verrà fatto un tavolo del programma che definirà nei dettagli l’agenda del centrodestra. La cosa importante è non essere divisi sulla questione internazionale, specie dopo il discorso di Putin di questa mattina”;

Noi Moderati è favorevole allo scostamento di bilancio?
Su questo siamo anche noi molto preoccupati: non si può fare debito all’infinito. Invece sembra che le scelte strategiche possano sempre essere rimandate incrementando il debito. Ad esempio: se aumentano il gas e l’energia elettrica diamo i sussidi. Se il lavoro non c’è diamo il reddito di cittadinanza. C’è una parte del Paese e della politica che pensa che si possa sempre vivere di sussidi e fare debito. Questo non è possibile. Sullo scostamento bisogna essere cauti: i soldi dello Stato sono di tutti e non possiamo buttarli dalla finestra”;

Qual è la vostra posizione sul presidenzialismo?
Non è un dogma cambiare la Costituzione su questo o altri temi. La nostra democrazia, come ho già detto, ha dei problemi di funzionamento. Il fatto che per due volte in vent’anni abbiamo dovuto ricorrere alla ricandidatura di un presidente della Repubblica uscente, significa che la democrazia è in difficoltà e che il Parlamento non è in grado di fare la scelta corretta. Sul presidenzialismo va fatta una riflessione. Poi dovremo dibattere su che tipo di modello accogliere”;

Il centrodestra vincerà le elezioni?
Se prendiamo la media di tutti i sondaggi fatti fino all’ultima settimana in cui si poteva farli, la proiezione è stata una maggioranza netta”;

Roberto Fico ha dichiarato che il Movimento 5 Stelle non sarà mai in coalizione col centrodestra.
Sono quelli che non volevano allearsi con nessuno, poi si sono alleati con la Lega, con Forza Italia e con il Partito democratico. Gli unici con cui non si sono alleati è stato Fratelli d’Italia, e non perché non abbia voluto il M5S, ma perché FdI non ha voluto far parte del governo Draghi. Il M5S ci ha abituato a tante dichiarazioni di intenti che poi sono state contraddette. Però stavolta non ci sarà questo pericolo perché il centrodestra stravincerà le elezioni e loro non avranno nemmeno l’imbarazzo di doversi contraddire”.