Ponte Morandi, Possetti (familiari vittime) a iNews24: “Scelta dei giudici corretta, ma non c’era una sola soluzione”

"Da un punto di vista simbolico è estremamente grave escludere dal processo penale la presenza di queste società. Da un punto di vista tecnico, ovviamente la loro esclusione ci sta", dichiara.

Egle Possetti - Foto di Ansa Foto
Egle Possetti – Foto di Ansa Foto

Abbiamo intervistato Egle Possetti, portavoce del Comitato parenti vittime Ponte Morandi, dopo la decisione del Tribunale di escludere dal processo Aspi (Autostrade per l’Italia S.p.a) e Spea. Le due società non saranno responsabili civili. In caso di condanna quindi, non saranno chiamate a versare un risarcimento in sede penale.

Egle Possetti, il 14 agosto 2018, giorno della tragedia del Ponte Morandi, perse la sorella Claudia con i suoi due figli di 12 e 16 anni, Manuele e Camilla, e il cognato Andrea. La coppia si era sposata venti giorni prima ed era appena tornata dal viaggio di nozze negli Usa, dov’era stata con i due ragazzi.

Egle, un commento sulla decisione del tribunale?
Siamo molto dispiaciuti. Da un punto di vista simbolico è estremamente grave escludere dal processo penale la presenza di queste società. Da un punto di vista tecnico, ovviamente la loro esclusione ci sta. Ma noi speravamo nella possibilità che restassero all’interno. E pensiamo che un modo si potesse trovare”;

Quale?
Tecnicamente la scelta dei giudici è corretta, però a volte non c’è sempre una sola soluzione. Quindi speravamo, proprio perché la loro presenza è importante, che potessero restare nel processo”;

Tra le motivazioni c’è la mancata partecipazione delle società ai due incidenti probatori sulle cause del crollo.
Loro hanno partecipato agli incidenti probatori ai sensi della 231, cioè la legge che regolamenta le responsabilità della società dal punto di vista della gestione, quindi amministrativa. Erano presenti con i loro periti in tutte le parti del procedimento, ma avevano un’altra veste. Proprio per questo si poteva trovare lo spazio per mantenerli nel procedimento penale. E anche perché loro comunque non potevano essere citati come responsabili civili prima dell’inizio del procedimento. Anche se avessimo voluto citarli quindi, non avremmo potuto: questa è anche una stortura normativa. 

Come avete accolto la notizia?
Con tristezza. Da un punto di vista emotivo è abbastanza pesante per noi che non ci siano più questi elementi, perché una di queste società gestiva il Ponte Morandi, l’altra si occupava della sua manutenzione. Come familiari non possiamo non essere amareggiati per questa cosa”.