Denise Pipitone scomparsa, appello drammatico: “É un dovere civile”

Denise Pipitone scomparsa, appello drammatico: “É un dovere civile”. Dopo 18 anni non ci sono ancora tracce, ma nessuno molla

Di fronte ai silenzi e alla mancanza di novità c’è chi si arrende e chi continua a combattere. Come i genitori di Denise Pipitone, sparita da Mazara del Vallo il 1° settembre 2024, inghiottita in un buio che nessuno fino ad oggi è stato capace di illuminare

Denise Pipitone scomparsa (ANSA)

Piera Maggio ha rinnovato appelli su appelli nel corso degli anni e non si è arresa nemmeno adesso che la magistratura è arrivata all’ennesimo punto morto dell’indagine,. Così nelle ultime ore via social ha rinnovato la sua richiesta: “Non viviamo nel Paese dei balocchi. In uno Stato civile i bambini scomparsi vanno cercati non dimenticati, tanto meno archiviati! È un dovere civile e morale trovare i colpevoli!”.

Parole che seguono quelle postate un paio di settimane fa in occasione dell’anniversario della scomparsa, dal padre della bambina oggi donna, Piero Pulizzi: “Insieme alla tua mamma – aveva postato – invocheremo ancora una volta la ribellione di quelle coscienze che per troppi anni hanno taciuto. Parlate e diteci la verità! Nonostante tutti questi anni, la tua assenza la viviamo giornalmente non ci arrenderemo mai, non smetteremo di cercarti. Vogliamo la verità. Vogliamo che la giustizia attraverso dei magistrati capaci non si faccia attendere ancora. Vogliamo fatti e non parole”.

Denise Pipitone scomparsa, appello drammatico: la verità è ancora lontana

In realtà però nonostante gli sforzi della famiglia, ma anche degli inquirenti, fino ad oggi fatti zero e parole poche. Perché molti sono convinti che ci sia chi conosce tutta la verità sulla scomparsa di Denise e fino ad oggi, per paura oppure omertà, abbia taciuto non aprendo piste nuove.

Chi invece ha parlato molto negli ultimi mesi è stata Maria Angioni, ex sostituto procuratore di Marsala che aveva seguito il caso ma non è più magistrato. Attualmente è  sotto processo per false informazioni al pubblico ministero dopo aver denunciato sui media, sui social e poi alla procura di Marsala una serie di depistaggi e di controlli insufficienti nelle indagini. Secondo quello che aveva raccontato, sarebbero stati trascurati particolari importanti e alcuni non avrebbero fatto appieno il loro dovere.

Denise Pipitone, nuovi rinvii a giudizio
Maria Angioni, ex pm del caso Denise (Screenshot RaiPlay)

Nessuna di quelle dichiarazioni avrebbe in realtà trovato riscontri e ora la Angioni, in attesa sella sentenza, ha deciso di lasciare sia la magistratura che Sassari,. Tornerà in Sicilia per fare l’avvocato come anticipato alcuni media sardi.