Fondi russi, Campomenosi (Lega) a iNews24: “Parlare dei rapporti con Putin prima della guerra è parlare di un’altra epoca”

Sull'emergenza energia: "Non si tornerà come prima della guerra. Dobbiamo trovare alternative alla dipendenza dalla Russia e sarebbe anche interessante vedere bene di chi sono le responsabilità".

Marco Campomenosi - Foto di Ansa Foto
Marco Campomenosi – Foto di Ansa Foto

Ai nostri microfoni Marco Campomenosi, europarlamentare della Lega sui presunti finanziamenti della Russia ai partiti di vari Paesi e sulla crisi energetica.

Che idea si è fatto della notizia dei finanziamenti di Mosca ai partiti?
Credo che sia una speculazione da campagna elettorale sostenuta soprattutto dai media vicini alla coalizione di sinistra, che non sa più che mezzi utilizzare. Nel Parlamento europeo sono attivi da tempo i lavori di una Commissione parlamentare sulle ingerenze esterne. Nonostante il Pd abbia cercato di diffondere fake news sulla Lega, non si è arrivati ad altro che ad illazioni. Dalle risultanze di indagine non hanno mai dato esiti si questo. La Lega, con Matteo Salvini, si è un po’ stufata di stare al centro di queste attenzioni, perché si tratta solo di fake news, anche abbastanza squallide, visto che arrivano nel periodo delle elezioni”;

Crede che il dossier degli 007 Usa possa avere ripercussioni sulla scelta dei cittadini alle urne il 25 settembre?
Non credo che gli elettori si faranno influenzare molto da queste cose, perché sono molto più intelligenti di quello che certi media di sinistra vogliono far intendere. Siamo assolutamente tranquilli. Tanto meglio se arriveranno tutti i chiarimenti. Ieri poi, è circolata la voce che i partiti italiani non sono coinvolti in questo dossier”;

A prescindere dalla veridicità di questi finanziamenti, la Lega negli anni scorsi ha stretto un patto di mutua collaborazione con Russia Unita, il partito di Putin.
Io non sono mai stato tra quelli che subivano una certa fascinazione da Putin. Anche all’interno della stessa Lega sono uno dei meno adatti a dare una spiegazione. Però parliamo di altri momenti storici, soprattutto perché da febbraio (mese dell’invasione della Russia in Ucraina ndr.) ci siamo schierati apertamente con l’Occidente anche nel comportamento parlamentare, sostenendo le sanzioni, pur essendo preoccupati per le conseguenze che portano. Lo abbiamo fatto senza alcun dubbio a Roma e a Bruxelles. Credo che se c’era qualcuno a Mosca che si aspettava un atteggiamento accondiscendente, sarà rimasto deluso. Parlare dei rapporti con la Russia prima di febbraio è come parlare di un’altra epoca”. 

Il tema del caro-bollette è più che mai attuale nella campagna elettorale.
“La Lega parla alle imprese e ai lavoratori, che sono preoccupati. Abbiamo chiesto con forza di intervenire per attenuare le conseguenze delle sanzioni e questo è stato oggetto del dibattito di ieri sullo stato dell’Unione, dove le responsabilità per quello che è accaduto in Ucraina sono chiare a tutti e sappiamo che non si tornerà come prima della guerra. Dobbiamo trovare alternative alla dipendenza dalla Russia e sarebbe anche interessante vedere bene di chi sono le responsabilità”;

Cosa intende dire?
L’ex cancelliera Merkel, che ha avuto come sua ministra von der Leyen per tantissimi anni, dovrebbe dare qualche spiegazione. L’Italia estraeva gas dai suoi mari per un fabbisogno quasi del 20%. Ricordo che i tedeschi, fino a poche settimane prima della guerra, volevano il funzionamento del Nord Stream II. Il progetto poi è stato dichiarato morto, ma ricordo quando in Europa era solo la Polonia a chiedere di cessare i lavori per trovare ulteriori fonti di approvvigionamento per la Germania e il mondo occidentale. Sono queste le responsabilità importanti, non certo che Salvini abbia indossato due t-shirt con la faccia di Putin”;

Le sanzioni alla Russia, secondo i parlamentari europei della Lega, devono continuare?
Abbiamo ribadito la nostra posizione in Europa ieri. Sappiamo che queste sanzioni andranno avanti, ma secondo noi serve uno sforzo maggiore da parte della Commissione europea e dei governi nazionali per aiutare famiglie e imprese. Questo è sottovalutato. Oggi l’approvvigionamento dalla Russia è calato tantissimo, tant’è che il tema del cap price ha perso di senso, perché ne risentirebbe più la Norvegia che la Russia”;

Cosa dovrebbe fare ancora l’Europa, secondo lei?
Alcuni mesi fa la Bce riteneva che l’inflazione sarebbe stato un fenomeno passeggero ed è stato un atteggiamento sbagliato. Allo stesso modo la presidente della Commissione ieri ha presentato misure tardive, che speriamo funzionino. Ci sarà un prelievo delle revenues dal rinnovabile, che ha margini molto più grandi e la questione degli extra-profitti. Quando von der Leyen parla di istituire una “banca dell’idrogeno”, una specie di luogo dove finanziare gli investimenti sull’idrogeno, dice una cosa interessante per il medio-lungo periodo, ma ci allontana dall’emergenza vera, che non riguarda tanto gli approvvigionamenti di questo inverno, quanto quello del 2023-24. Come ho detto, anche se la guerra terminasse domani mattina, non si tornerebbe al mondo di prima. Va anche detto che la Lega aveva chiesto già prima della guerra, interventi per aiutare le famiglie e le imprese, perché avevamo già un’inflazione importante”.