Omerovic, precipitato dal balcone: non c’era mandato di perquisizione

La famiglia di Hasib è andata via dal quartiere di Primavalle perché "ha paura", denuncia Arturo Salemi, avvocato dei genitori e della sorella dell'uomo.

Hasib Omerovic - Foto di Ansa Foto
Hasib Omerovic – Foto di Ansa Foto

Secondo i primi accertamenti svolti nell’ambito dell’indagine sul caso di Hasib Omerovic, i poliziotti avrebbero perquisito la casa del giovane senza un mandato. È emerso anche da una relazione di servizio sull’attività della polizia del 25 luglio a Primavalle, quando Omerovic è precipitato dalla finestra di un appartamento a Roma.

I pubblici ministeri hanno acquisito gli atti nell’indagine sulla caduta del disabile e a breve potrebbero partire le prime iscrizioni nel registro degli indagati anche come atto dovuto.

Chi indaga dovrà chiarire se si sia trattata di una perquisizione di iniziativa coordinata da un funzionario o di una decisione presa dagli agenti che verranno presto sentiti dagli inquirenti. Si procede per tentato omicidio.

Il giallo del post su Facebook e il racconto choc della sorella di Omerovic

Le indagini, coordinate dalla Procura di Roma, saranno eseguite dalla Squadra mobile. Per adesso hanno ascoltato i vicini di casa della famiglia di Omerovic. Intanto circola un’ipotesi sul perché i poliziotti abbiano bussato alla porta del 36enne disabile di etnia rom, sordomuto fin dalla nascita.

Tutto sarebbe cominciato da un post su Facebook, poi cancellato, pubblicato sulla pagina del gruppo del quartiere, in cui il giovane veniva accusato di aver importunato alcune ragazze. Al momento della perquisizione sarebbe stata presente Sonita, una sorella di Hasib che avrebbe raccontato che il fratello “è stato picchiato, preso a calci, pugni, a bastonate. Poi i poliziotti l’hanno preso per i piedi e lanciato dalla finestra”. 

La famiglia è andata via da Primavalle, “hanno paura”

La famiglia di Hasib Omerovic è andata via dal quartiere di Primavalle perché “ha paura”. È quanto denunciato da Arturo Salemi, avvocato dei genitori e della sorella dell’uomo. “Alla luce di quanto emerso per ragioni di sicurezza la famiglia ha chiesto di essere allontanata da quella zona”. 

Intanto le condizioni di salute del trentaseienne migliorano. Si trova in coma al Policlinico Gemelli con varie fratture dopo essere precipitato dall’altezza di circa 9 metri. Non è più in pericolo di vita, ma il suo resta un quadro clinico complesso dopo tre interventi chirurgici.