Docente esperto, Giannelli (Anp) a iNews24: “Dovrebbe essere introdotto per legge a scuola”

Sulla dispersione scolastica, il presidente dichiara: "Una delle cause è la metodologia didattica. Bisogna fare in modo che gli alunni si sentano coinvolti il più possibile nelle attività da svolgere a scuola".

Antonello Giannelli - Foto di Facebook
Antonello Giannelli – Foto di Facebook

Ai microfoni di iNews24, Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale dei dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola (Anp).

Il Dl Aiuti approvato ieri non prevede più la figura del docente esperto. Pensa che avrebbe portato benefici alla scuola?
Assolutamente sì, avrebbe portato benefici a scuola. Da molti anni noi chiediamo l’istituzione del middle management, ossia l’introduzione di figure con compiti organizzativi intermedi tra il dirigente scolastico e gli altri docenti. Il docente esperto poteva essere un esempio di questa introduzione, modificandone la normativa esistente, di certo non cancellandone la figura. L’introduzione di un ruolo di questo tipo, ribadisco, dovrebbe essere fatta per legge. Altra cosa è stabilire le procedure per l’accesso, che può essere fatto per contratto. Ma un contratto non può istituire figure che hanno una rilevanza pubblica come questa”;

Con l’inizio delle scuole si è tornato a parlare di dispersione scolastica. Quali sono le cause di questo fenomeno?
La dispersione scolastica è dovuta a tanti fattori. Sicuramente tra questi c’è la metodologia didattica. Bisogna fare in modo che gli alunni si sentano coinvolti il più possibile nelle attività da svolgere a scuola. La didattica di tipo trasmissivo-frontale per molti alunni è restringente. Sicuramente parte del fenomeno trae origine da questa difficoltà”;

Come si potrebbe risolvere il problema?
Credo che modificando le classi didattiche, sicuramente si potrà ridurre il fenomeno. Ci vorrà del tempo, molta formazione e un cambio di mentalità. Poi è ovvio che servano interventi di tipo sociale. È chiaro che un ragazzo proveniente da una famiglia disagiata abbia più probabilità di disperdersi. C’è un problema sociale: la scuola non può farsi carico di tutto ma può risolvere parte del problema”;

Il ministro Bianchi ha messo in evidenza come anche il calo demografico sia una delle cause. Cosa si potrebbe fare per questo, secondo lei?
Ci vorrebbe una politica della famiglia degna di questo nome e in Italia non la si fa da qualche decennio. Qui avere figli è un lusso. Ci sono famiglie che non possono permettersi di avere figli”;

Le aule basteranno a contenere tutti gli alunni?
Le classi pollaio sono una piccola percentuale del sistema: siamo intorno al 2,5-3%. Esistono e sicuramente il problema va affrontato ma non sono la norma. Il numero medio di alunni per classi in Italia è 20″;

Che anno scolastico sarà quello appena iniziato?
Dal punto di vista della pandemia credo che sarà un anno migliore, di maggior serenità, senza le norme emergenziali. Si torna senza mascherine, ci si può guardare in faccia, negli occhi e questo in una scuola è molto importante. C’è sempre il timore che la pandemia possa riprendere, ma siamo pronti. E non perdo l’occasione per rivolgere un appello alle famiglie di considerare la possibilità di vaccinare i figli, perché il vaccino è un solido baluardo contro la diffusione del Sars-CoV-2″;

Anp nelle scorse settimane ha denunciato una carenza dei presidi.
Purtroppo esiste una norma varata nel 2011 che prescrive che non si può assegnare un preside a una scuola con un numero di alunni inferiore a un certo valore che cambia di anno in anno. Quest’anno è 500. Il problema si può risolvere assegnando un preside per ogni scuola”;

Resta il problema degli insegnanti.
Per quanto riguarda gli insegnanti, il problema è più grave. Dipende dal meccanismo concorsuale che non è in grado di soddisfare il fabbisogno di personale nelle scuole. Ogni anno vanno in pensione circa 30mila docenti. Noi non siamo mai riusciti ad avere un concorso regolare per 30mila porti ogni anno. Questo si può risolvere facendo come in tutti gli altri Paesi, cioè autorizzando le scuole all’assunzione diretta del personale, anche mediante meccanismi concorsuali. Non sto dicendo di eliminare i concorsi, ma vanno gestiti a livello scolastico con il ruolo fondamentale del dirigente scolastico. A chi ritiene che questa sia una misura inopportuna perché porterebbe all’assunzione di persone non competenti, dico subito che è una possibilità molto remota”;

Perché?
“Perché il dirigente scolastico sa benissimo che facendo correrebbe il rischio di essere licenziato. E soprattutto è un falso problema, perché se un valido docente non è valido, gli alunni e i genitori se ne accorgono subito”.