Lutto nel giornalismo sportivo italiano: è morto uno dei professionisti più amati

Giornata di lutto per il giornalismo sportivo italiano. Infatti in queste ore sta piangendo una delle penne più amate di sempre: chi è.

Triste giornata per il giornalismo italiano che in queste ore si trova a piangere la scomparsa di una delle penne sportive più amate dai lettori. in un tweet aveva affidato il suo epitaffio social a un messaggio pubblicato postumo dalla famiglia.

Lutto Giornalismo
Giornata triste per il mondo del giornalismo nostrano (Via Pixabay)

Nella giornata di ieri si è spento il giornalista Roberto Renga. In molti lo ricorderanno per la sua storica frase: “Non posso lamentarmi. Sono stato molto amato e molto odiato. Il mio perdono a tutti meno tre“. L’uomo è scomparso nella giornata di ieri, ma aveva lasciato da tempo in custodia ai suoi cari il tweet da pubblicare nel giorno del suo decesso. Infatti ai suoi cari Renga aveva lasciato una sorta di epitaffio social pensato un anno fa e messo nel cassetto, pronto per quando quel momento sarebbe arrivato. Da tempo l’uomo lottava con un brutto male che l’ha portato via all’età di 76 anni.

In tre frasi, Renga è riuscito a racchiudere una vita e una carriera. Nel corso della sua esperienza da giornalista, Roberto è stato inviato per ben sette mondiali, altrettante edizioni degli Europei, due Coppe d’Africa, una Coppa America, i Giochi Olimpici in Australia. In poche parole quindi è riuscito a sintetizzare un’ultima volta la sua vita. Parole che trovano spiegazioni in un post del figlio che recita: “Papà ci ha lasciati nel pomeriggio di oggi. Il suo ultimo tweet è postumo, pensato un anno fa. Data e luogo dei funerali saranno comunicati nella giornata di domani“.

Lutto nel giornalismo sportivo, morto Roberto Renga: aveva 76 anni

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Roberto Renga, il giornalista scomparso nelle ultime ore (Via WebSource)

In molti ricorderanno Roberto Renga come giornalista appassionato di sport e di calcio. Inoltre i più anziani lo ricorderanno come volto popolare in televisione, capace di far partire una polemica mai fine a se stessa. La sua tribuna scoperta, nel corso della carriera sono state senza ombra di dubbio le colonne de Il Messaggero. Il quotidiano per il giornalista er il luogo per parlare/ragionare/riflettere con dovizia di particolari. Tra questi il ricordo va in particolare a ‘Una storia nazionale. Quattro stelle, qualche flop. Un secolo d’Italia in azzurro’ e ‘La partita del diavolo’ editato insieme a Chiara Bottini.

Tra i tributi più importanti troviamo quello di Antonello Valentini, ex capo ufficio stampa della Nazionale e poi direttore generale della FIGC. Infatti sui social Valentini ha rivelato di aver sentito Renga qualche giorno prima della scomparsa. Per ricordarlo l’ex capo ufficio stampa della Nazionale ha dichiarato: “In un giornalismo sempre più codino e compiacente, mancheranno il suo rigore professionale, la caccia alla notizia, la difesa delle proprie idee, la capacità di confrontarsi senza scorciatoie e convenienze. E senza riserve mentali“. Se ne va quindi una delle penne italiane più amate e rispettate di sempre.